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domenica, 30 marzo 2008

Sono tornato...

...e il mio perineo è più idratato di prima.


Ma facciamo un passo indietro.

Si dà il caso che questo ibrido hippie-ispanico-spazzacamino-aspiranteVichingo sia un appassionato di tisane, decotti e prodotti erboristici miscellanei.
Si dà anche il caso che il suddetto psiconauta alla ricerca di paradisi artificiali erboristicamente indotti sia incappato in un fichissimo e-shop che vende prodotti alimentari "biologici" ed erbe varie.
Si dà inoltre il caso che il primate sopracitato si chiami Unai, un nome che (per quanto indossato da uno stallone dalla ineffabile virilità) non svela il sesso del suo padrone quando letto da un non basco (e che comunque non sia un antropologo che si dedica alla cultura basca, o robe del tipo).
Si dà nondimeno il caso che l'eukariota di cui sopra¹ abbia deciso, senza traccia d'indugio alcuno, di investire una significativa porzione del suo stipendio nell'acquistare i più irresistibilmente inutili prodotti bio, alimenti ecosolidali, infusi e cose di questo genere. Ah. E non dimentichiamo i Soffoconi. Sì, ho comprato dei Soffoconi su Internet. Chi di voi non cederebbe alla tentazione di comprare un pacco di soffoconi scagli la prima pietra.

Ouch.
Ouch.
Ouch.
Ouch ouch.
Ouch ouch! OUCH! Ouch! Eccheccazzo basta! Ho capito!

Comunque i soffoconi sono un gran bell'alimento: gallette a base di riso integrale e miglio, ovvero mangime per uccelli con la consistenza (ed il sapore) del polistirolo.
Lo so. Sono il genio degli acquisti creativi.

Ma veniamo al dunque.
Eccolo: dunque.

Gentilissima Sig.ra Unai, siamo lieti di di darle il benvenuto come nostra nuova cliente e ci auguriamo che bla bla bla [...]

Sono stati così premurosi da includere nello scatolone, insieme ai miei balzani acquisti, un campione omaggio di crema idratante perineale per preparare al parto.
Andrebbe messa dalla 35sima settimana di gravidanza in poi, ma io ed il mio perineo peloso non abbiamo saputo aspettare.
Mi sono subito messo nella posizione yoga del dromedario palustre e mi sono subito cosparso il perineo con l'unguento miracoloso per testarne gli effetti.

Ora sono una persona nuova.

C'è stato l'Unai 1.0 fino al giorno in cui sono partito per la Danimarca. Unai 2.0 da allora fino al 2007. Unai 2.9beta attraverso tutto il 2007 e parte del 2008 (versione sperimentale, mai rilasciata al pubblico).
Avere il perineo ben idratato ha fatto di me una persona migliore, più saggia e matura, con più funzionalità, più stabile e con molti meno bug, tanto da richiedere un ulteriore cambio di versione. Oggi sono Unai 3.0. Installazione in corso...

  




¹ Senza offesa per i rispettabilissimi protozoi, che hanno loro malgrado la nefastissima sorte di condividere lo stesso dominio biologico col nostro caro ispanico parlante.
Elucubrato da: denmark alle ore 05:16 | link | commenti (20)
categorie: cultura, cibo, lingua, pr0n, perineo, spazzacamino
«Marca il territorio! »
giovedì, 07 settembre 2006

Salve, sono il titolo palindromicocimordnilap olotit li onos ,evlaS

Visto il grande successo de Il mio precedente post, a grande richiesta di critica e pubblico presto seguirà "Il mio precente post, il film".
Se anche quest'ultimo avrà altrettanto successo, allora dovrò scrivere "Il mio precedente post, il film, il post", al quale seguirà, purché io trovi un regista all'altezza del compito, "Il mio precedente post, il film, il post, il film".

Datemi quindi tanto feedback¹, affinché tutto questo possa divenire realtà!


Per continuare sulla stessa onda, oggi vi mostro una foto che ho scattato in Danimarca e che ritrae pollastrelle danesi che non indossano vestiti².

Ma visto che ci piace tanto passare di palo in frasca, ora vi sorprendo demolendo uno dei miti più consolidati sul popolo vichingo.
Pensavate che il fiero lignaggio barbarico fosse composto da villosi energumeni alti due metri? Sbagliatissssssssimo! Erano piccolini e pelati. Si è infatti recentemente scoperta, nel sito archeologico di Årcøræ, la mummia di un membro della tribù vichinga dei Bærluskønj: perfettamente conservata, con ampie stempiature e (nonostante appartenesse ad un individuo adulto) con la statura di un settenano³. E a dimostrazione del fatto che non dico corbellerie, vi fornisco una fotografia che mi hanno scattato pochi istanti prima ch'io mi stampassi contro lo stipite superiore della porta di un'abitazione danese. Ero sicuro di passarci, ma devo aver calcolato male...

A proposito di tette... Come? Non stavamo parlando di tette? Ci penso io!
Tette, tette, tette, tette, tette, tette, tette, tette, tette e tette.
Bene. Ora stiamo indubbiamente parlando di tette.
Dicevo, a proposito di tette, vorrei concludere introducendo una nuova rubrica intitolata "Impara anche tu ad infilare un X attraverso una Y". I più maliziosi di voi staranno già pensando ad inaudite indecenze boccaccesche: mi dispiace però dover raffreddare i vostri bollenti spiriti, annunciando che sarà una rubrica estremamente pudibonda e all'insegna del decoro e dell'abnegazione. Il mio sarà un approccio algidamente scientifico.
La rubrica di oggi sarà...
Impara anche tu ad infilare un REGGISENO attraverso una FLEBO
Per garantire la comprensione anche ai nostri lettori analfabeti, e far in modo che il throughput pedagogico sia massimo, la lezione odierna sarà completamente grafica. Cliccate qui e seguite le istruzioni a video, muovendo il puntatore del mouse sull'immagine per avere le spiegazioni dettagliate.



¹ No, non significa che dovete nutrirmi da tergo. Gli amici lettori che mi leggono dell'altra sponda del fiume sono avvisati.
² Mi sto emozionando a pensare quanti visitatori mi becco grazie a questa frase...
³ I settenani erano 7: Mammolo, Pisolo, Brontolo, Dotto, Cucciolo, Eolo e quell'altro che non mi ricordo mai. Che nessuno si ricorda mai. (Lo so che là fuori un sacco di gente ne è convinta, ma mi dispiace comunicarvi che no, Lesbolo non era un settenano [e già che ci sono, vi rivelo pure che BABBO NATALE NON ESISTE!! Bwhahahahahaha!! Bambini, la vostra infanzia finisce qui.]).
Elucubrato da: denmark alle ore 23:35 | link | commenti (12)
categorie: foto, lyngby, pr0n
«Marca il territorio! »
lunedì, 28 agosto 2006

Esperimento antropologico

Visto lo scarso successo che sta riscuotendo ultimamente il mio blog, ho deciso di vendermi alla più efficace delle tecniche di marketing: la strategia detta dell'ormone ballerino. Consiste nell'inserire nel post zozzate di vario genere, così da attirare quella gran fetta di pubblico che sfoglia i blog tramite motori di ricerca, cercando parole dall'elevato contenuto erotico, per cercare l'ispirazione per le proprie edonistiche gesta.
Vediamo un po' se riusciamo a fregare Google...

culo tette culo tette culo tette culo tette culo tette culo tette culo tette culo tette culo tette culo tette culo tette culo tette culo tette culo tette culo tette culo tette culo tette culo tette culo tette culo tette culo tette culo tette culo tette culo tette culo tette culo tette culo tette culo tette culo tette culo tette culo [ad libitum -- anzi, ad libido]
I. - Salve, sono l'idraulico.
B. - Oh, l'idraulico. La stavo aspettando, io sono Briana. Mi scusi se mi trova tutta nuda... Stavo proprio per fare il bagno insieme alla mia amica Tiffany. Entri pure, se per lei non è un problema...
I. - Ma veramente io/
B. - Coraggio, non faccia il timido! Inoltre, la mia vasca perde soltanto quando ci sto lesbicando dentro con le mie calde amiche, non so perché... Credo che sia meglio che ci dia un'occhiatina...
I. - D'accordo, allora aspetti solo un momento che scendo nel furgone a prendere gli attrezzi e/
B. - Shhhh. Lei ha già con sé tutti gli arnesi che le servono.
(Tiffany entra, Othello esce, Iago passa sullo sfondo senza motivo apparente, Barbantio se ne sta nell'angolo a scaccolarsi, incurante degli altri.)
I. - Ma come, eppure... [con aria confusa]
(Improvvisamente l'idraulico si accorge che Briana e Tiffany, che inizialmente parevano affette da un curioso strabismo verticale, hanno lo sguardo perso verso il suo "arnese", hanno un sopracciglio inarcato a testa e quell'inconfondibile sorrisetto da «eh eh, ci penso io». Lui, finalmente, capisce e anche a lui si inarca il sopracciglio della malizia (il sinistro
¹ negli uomini, destro nelle donne))
I. - Signorine, a me sembra che il problema non sia soltanto lo scarico della vasca: vedo infatti che sgocciolano copiosamente anche le vostre/
(Mentre l'idraulico pronuncia l'ultima parola della sua battuta, attacca una musica d'ambiente, la quale consiste di un sassofono per la linea melodica, una chitarrina funky anni 70 come sezione ritmica e una pianola scrausa comprata al mercatino slavo delle pulci nel 1984
²)

Atto II

T. - Oh. Oh. Sì. Dài. [inespressivamente]
B. - Sì. Sì. Ancora. Di più. [con un tono di voce che faccia intendere che lei sta pensando a cosa fare per pranzo alla suocera domenica prossima]
I. - Vieni qua, bella giumenca! [con grandissimo pathos: lui è l'unico che ci crede davvero]
B. - Oh sì ti prego montami.
I. - *sculacc' sculacc'*
B. - Muuuuuuuu!
T. - *slurp slurp sbavazz spornazz
³*
(Improvvisamente Barbantio, che se ne era rimasto silenziosamente indaffarato nello sfondo, alza il mignolo verso il cielo con grande soddisfazione, mostrando con grande compiacimento un caccolone di quelli grossi con liana penzolosa lunga diversi centrimetri. Caccolone che è finalmente riuscito a sfilarsi, dopo innumerevoli peripezie, dalla sua sinistra narice (che, nel suo caso, è proprio quella sinistra))
I. - Ci penso io a tappare la tua tuberia che sgocciola...
T. - Ah. Sì. Così.
(Idraulico grugnisce)
T. - Idraulico, tu si che sai come riempirmi di gioia...
I. - Te la do io la gioia!
B. - A me a me! Adesso tocca a me!
I. - Sì... Gngngn...
B. - Mmm...
(Eccetera)

Bene, adesso che ho la vostra attenzione (e che ho scoperto di avere un grande talento come sceneggiatore di film porno), posso cominciare con il post vero e proprio.
Innanzitutto un caloroso saluto a tutti quelli che sono giunti qui grazie al mio diabolico artificio. Siete i benvenuti. E se non lo siete, siatelo.

La stranezza danese che oggi voglio raccontarvi riguarda la totale assenza di scuri, persiane o tapparelle nelle finestre delle case in Danimarca.
"Sticåzzi"4, esclamerebbe il lettore disattento. Ma siccome so che siete tutti attentissimi, so anche che state già visualizzando nelle vostre menti quanto possa essere drummatico il doversi sentire, costantemente, come un pesce in un aquario5. In Danimarca, l'unica barriera che separa il dentro dal fuori, il 25GradiDaStareInCanottiera dentro dal 15SottoZeroAyCaramba fuori, il miFaccioUnoStrombazzoneConUnaBellaFreschetta dentro dal tuttiIGuardoniSiGodonoLoSpettacolo fuori, altro non è che un trasparentissimo vetro! Se ti becchi una tendina striminzita e semitranslucida sei proprio fortunato!
Credimi, o esimio lettore, non è così comodo doversi sempre nascondere dentro al corallo per cambiarsi.
Sai, ti gratta le pinne.

Itticamente vostro,
denmark.




¹ È doveroso ricordare che, in certi individui, il sopracciglio più sinistro (grifagno, infausto, patibolare, torvo, truce, tetro, arcigno, bieco) si trovi, per ironia della sorte, a destra. Ma sinistro rimane.
² È risaputo che i registi delle pellicole spornazzose non investano più di tanto nella colonna sonora.
³ *spornazz* è la tipica rappresentazione onomatopeica che si può usare per i rumori più imbarazzanti e miscellanei prodotti da due o più esseri umani che fanno zozzate.
4 Parola di origini scandinave, da anni in uso anche in Italia, che si significa "ohibò, chi se ne frega"
5 La sindrome del pesce nell'acquario è una patologia riconosciuta dall Organizzazione Mondiale della Sanità, dall'Unione Nazionale Albergatori Italiani e dal circolo culturale Gli amici di Cicciolina.
Elucubrato da: denmark alle ore 16:15 | link | commenti (17)
categorie: cultura, pr0n
«Marca il territorio! »
lunedì, 24 luglio 2006

Quando le formiche fanno la cacca

...non se ne accorge nessuno.


Tranne le api più golose.

Qui in Danimarca c'è una sofisticata leccornia che davvero merita di essere gustata:
vomito ottenuto dalla rigurgitazione di escrementi di insetto parzialmente digeriti.
L'ho provato.
È delizioso. Giuro!
È un particolare miele che certe api producono cibandosi dei nutrienti escrementi di insetto che si trovano su nonsoquali alberi. Nettare? Bah, troppo rozzo e modesto per le api, meglio una più raffinata scagazzata di formica.
Ne ho comprato un vasetto e lo mangio come si usa in alcune parti dell'Emilia: spalmato su una fetta di pane¹ con aggiunto formaggio grana e qualche goccia di aceto balsamico.
A proposito di pane: sono rimasto traumatizzato vedendo come alcune signore danesi con cui ho pranzato tagliassero il pane (trattavasi stranamente dello stesso pane bianco comunemente consumato in Italia) con le posate! Sì, forchetta e coltello usati per fare a piccoli pezzettini la pagnotta... Io invece il mio panino l'ho mangiato con le mani da bravo sudeuropeo, sennò che gusto c'è! Insomma!


¹ Pane di farina di grano. È considerato qualcosa di esotico per la tipica cucina danese, ma per fortuna ultimamente sembra essere di moda. Il tipico pane mangiato dai danesi è invece un pane nero chiamato smørrebrød: è fatto con farina di segale, un cereale non più di tanto consumato in Italia. Tipicamente si usa come base su cui si mettono aringhe e qualche rondella di cipolla cruda.

Oggi, passeggiando allegramente per le affollate vie di uno spensierato paesino danese, mi sono improvvisamente reso conto di quanto non solo io non capisco una sola parola di danese, ma anche i danesi non capiscono una parola di italiano. Ovvio. Ma, non so come, oggi me ne sono davvero accorto.
L'italiano è una bella lingua, suona bene e non ha né consonanti gutturali né virtuavocali sibilline definite cripticamente nell'iperspazio impenetrabile dell'impalpabilmente trascendentale pseudocosmo dell'equivocabilità². Inoltre è piuttosto melodico: gli stranieri dicono di noi che quando parliamo "cantiamo". Se poi ci si aggiunge il mio forte accento modenese, allora alle orecchie di uno scandinavo le mie parole debbono suonare veramente melodiche e romantiche. Fermo restando che l'espressione sia sorridente ed il tono amichevole, posso mandare a quel paese una vecchietta con il più scurrile turpiloquio che questa mi sorriderà annuendo e tentando di spiegarmi che non capisce il mio idioma, ma con un'espressione lusingata e compiaciuta derivante dalla convinzione che le mie buffe parole siano una poesia d'amore.
Per strada posso canticchiare oscenità, o cambiare opportunamente³ il testo di una canzone al volo quando passa una bella biondina danese, e tutto rimane inavvertito.
Rimango il giocondo italiano che canta e sorride.

È troppo divertente.


² Lo so, suona un po' come il nome di un corso di laurea nel settore umanistico... Non me ne vogliano i miei amici umanisti, è solo una coincidenza! :)
³ Opportunamente = con le opportune oscenità.

Foto, oggi ne ho tre molto belle.

thumbnail        Christiansborg
Questa è una veduta di un canale nei pressi di Christiansborg a Copenaghen. È una zona molto più bella da vedere di quanto si possa mostrare in foto... Imperdibile (insieme al canale di Nyhavn) per chi visita Copenaghen!

thumbnail        Royal library
Un'altro canale di Copenaghen, che separa Cristianshavn (sulla sinistra) da Cristiansborg (sulla destra). L'edificio nero e che si vede in alto a dx è la royal library e viene chiamato the black diamond.

thumbnail        Surreale
Quest'ultima foto coglie una veduta dell più tipico paesaggio naturale di questa zona: bosco e palude. È bellissimo passeggiare in questa natura così selvaggia, fra ninfee e felci, cervi e scoiattoli rossi, ma sconsiglio la stagione estiva per via delle scandinave zanzare cannibali.
50 punti al primo che vede cosa c'è di strano in questa foto, se vogliamo un po' "Escher-iana" (M.C. Escher è il mio pittore preferito).
Elucubrato da: denmark alle ore 21:23 | link | commenti (7)
categorie: foto, cibo, copenhagen, pr0n
«Marca il territorio! »
venerdì, 30 giugno 2006

False friends

Ogni idioma ha i suoi trabocchetti. Guardate per esempio questo confronto fra italiano, spagnolo e inglese:

Italiano Spagnolo Inglese
lungolargolong
largoanchowide
grandegrandelarge

Oppure questo:

Italiano Spagnolo Inglese
peperonepimiento(sweet) pepper
pepepimientapepper
peperoncinopimentón picante
oppure
guindilla
chili
paprikapimentón (dulce)paprika
salamesalchichónpepperoni
salame milanesesalamisalami
salsicciasalchichasausage

Un bel casino, specialmente quando all'università ti parlano in inglese, gli amici ti parlano in spagnolo, al supermercato ti parlano in danese, scrivi un blog in italiano e i Modena City Ramblers nel tuo lettore MP3 ti cantano in dialetto¹... Gulp!

Anche in danese ho trovato un grande false-friend. Si tratta di una bevanda che i danesi chiamano kaffe che altro non è che un infuso filtrato ottenuto dalla stessa pianta dalla quale in italia ricaviamo il caffè che quotidianamente gustiamo. Ciò che proprio non mi spiego è perchè i danesi abbiano chiamato tale bevanda kaffe e non banana split o involtino plimavèlah...

Italiano Danese
caffèitaliensk "espresso" kaffe
33cl di sbrodaglia marrone insaporekaffe


¹ Dialetto modenese.


Sempre a proposito di caffè, cosa molto tipica fra gli studenti qui, è portarsi sempre appresso un thermos di caffè², cosa, devo dire, non sempre utile, dal momento che in molti dipartimenti il caffè² (così come tè, tisane, latte, biscotti, ecc.) è gratis.
E a proposito di thermos, ecco un aneddoto. Nella casa dove risiedevo prima (negli ultimi cinque mesi, ho dormito in 6 "letti"³ diversi!) la padrona di casa, che era fuori come un balcone, proibiva di tenere in giro per casa tali thermos, in quanto eccessivamente fallici. Era di vitale importanza non lasciare mai un thermos sul davanzale o accanto alla finestra, altrimenti "chissà i vicini cosa pensano"... Oooohhh... Cosa penseranno mai i vicini? Che una vecchia signora abbia la casa piena di giocattolini erotici e che si metta nel culetto un thermos spesso come il collo di un bambino? Ma per piacere...
A me non sembrano poi così fallici 'sti contenitori... Giudicate voi.


² Nel senso di kaffe. Concedetemi questa licenza poetica.
³ Ho dormito due mesi su un divano. Cioè, non è che abbia dormito per due mesi senza mai svegliarmi: ho, per due mesi, dormito ogni notte su un divano. Ok?


Qualche foto...

Unai, a lume di candela. L'uso delle candele è una delle cose più danesi che io abbia visto qui in Danimarca. Non spaventatevi, se mai vi capiterà di essere ospiti in una casa danese, se quando vi alzate per una minzione4 notturna vi ritrovate in una salotto cosparso di candele che illuminano il buio con un'atmosfera da film dell'orrore: non è in corso nessun sacrificio umano e non state assistendo ad alcuna oscura liturgia di una setta segreta. Pisciate tranquilli. Mi è capitato più di una volta di vedere, tornando tardi dopo una notte di sollazzante diporto, giardini illuminati da grosse candele da esterni. Anche a tavola si suole mangiare con un paio di candele accese sul tavolo; nei pub e ristoranti ogni tavolo ha una candelina costantemente accesa, e come decorazione/illuminazione tutto il locale è cosparso di candeline qua e là. Dev'essere perché qui sono tradizionalmente più abituati a dover sfruttare come tempo utile le ore dopo il tramonto, e quindi durante i secoli si sono abituati ad essere circondati da candele, potenti strumenti capaci di ritardare la fine della giornata dalle tre (ora del tramonto in inverno) alle sei (ora di cena).

Gemello malvagio di Unai (uguale ad Unai per tutto tranne che per il pizzetto mancante), contemplando il paesaggio notturno di Copenhagen dall'alto di una ruota panoramica di Tivoli, il parco attrazioni nel centro della capitale.

Tipico esemplare della fauna locale5: ce ne sono a bizzeffe nei campi, per non parlare dei cervi, che sono un paio di migliaia in questa zona.


4 Pisciatina.
5 Lo so, come tipico esemplare della fauna locale speravi di trovare una bella biondina danese poco vestita. Mi dispiace deluderti, ma sarebbe stato troppo prevedibile :P



Infine, un veloce intervento sul meteo.

È arrivato il caldo! Siamo entrati finalmente nella stagione cosiddetta delle palle bagnate ("sommer", in danese), così chiamata perchè viene subito dopo la stagione in cui fa così freddo che ti si formano due stalattiti di ghiaccio sotto i testicoli ("forår", in danese). Oggi pomeriggio abbiamo raggiunto 24 gradi piacevolissimamente centigradi, nonostante stamattina ce ne fossero soltanto 11. I miei colleghi meteorologi alla TV dicono che per il fine settimana un sole tiepido e splendente consentirà a tutti gli italiani presenti in territorio danese di uscire timidamente allo scoperto per fare una bella gita, magari per visitare l'isola di Møn e le sue bianche scogliere di gesso.
Elucubrato da: denmark alle ore 20:01 | link | commenti (4)
categorie: cultura, foto, cibo, pr0n, dtu
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giovedì, 02 marzo 2006

TORSDAG, 02 MARTS 2006

E' un po' che non scrivo sul blog... sono stato molto impegnato con l'università in quest'ultima settimana.
Hmm... Cosa vi racconto?

Innanzitutto che da qualche giorno mi è tornato un grande appetito, e sto rimettendo su un po' di carne. Ho perso più di dieci chili in poco tempo a causa di un forte trauma emotivo causato dalla tragica ed improvvisa scomparsa di una persona. Mi ero pesato il 3 gennaio al ritorno dalle feste natalizie ed ero 86 e a distanza di un mese (primi di febbraio) mi sono pesato ed ero 75. Un brusco calo in un mese...
Beh, ora mangio con tanto appetito che qualsiasi nonna sarebbe orgogliosa di me! :)

A proposito di cose non interessanti, ho anche smesso di fumare dopo, boh?, quasi una dozzina d'anni da fumatore. Ho fumato la mia ultima sigaretta (l'ultimo pacchetto -- ho smesso che stavo fumando il tragico "pacchetto al giorno") l'ultimo giorno che ho trascorso in Italia e ho approfittato del viaggio (in macchina, per chi non lo sapesse -- un giorno poi racconterò i dettagli della mia cavalcata attraverso l'Europa) e del repentino cambiamento di ambiente per smettere definitiamente. Non ho più fumato da quel giorno, il 20 Gennaio se non ricordo male. Potrebbe sembrare una scemenza, ma, credetemi, per un fumatore uscire dalla dipendenza alla nicotina è davvero difficile ed impegnativo.

Alla DTU (Danmarks Tekniske Universiteit -- technical university of Denmark) sto seguendo 4 corsi:
  • Perl and Unix for bioinformatics,
  • Network security,
  • Digital video technology,
  • Data compression.

La durata dei corsi è di 13 settimane, poi a Giugno c'è il cosiddetto 3 week period in cui si può scegliere un solo corso per una full immersion di 8 ore al giorno di lezione per tre settimane. Per quel periodo non ho ancora scelto il corso (beh, non è così semplice, perchè i corsi sono a numero chiuso e in caso di sovraffollamento è il fato, attraverso una "lottery", a decidere chi entra e chi no), ma ho comunque identificato tre corsi che mi sembrano particolarmente interessanti:
  • Autonomous robot systems,
  • LabVIEW programming,
  • Hands-on microcontroller programming.


Una curiosità a proposito di data compression: è curioso come in questo corso, e in qualunque altro ambiente si tratti di compressione di dati (in particolare di immagini), vi sia una particolare fotografia che viene usata universalmente come metro per misurare la bontà di un algoritmo di compressione. La simpatia della cosa sta nel fatto che si tratta di una foto tratta da Playboy, in particolare la ragazza del mese del numero di Novembre 1972, Lena Soderberg (in arte Lenna Sjööblom).
Ecco un collegamento ipertestuale a tale foto.
Eccone un altro nel caso quello sopra sia rÒtto.
Nel mese di Maggio del 1997, fu invitata alla 50th Annual conference of the society for imaging science in technology, con qualche annetto in più.


Aspetto vostri commenti, anche solo affinché possiate marcare il territorio, tipo "sono stato qui, *piss piss*".



Now listening: ROBERT POST - GOT NONE
Elucubrato da: denmark alle ore 13:41 | link | commenti (4)
categorie: foto, pr0n, dtu
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