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mercoledì, 16 aprile 2008

Test #2

Test #2
Intelligenza matematica

Calcola il risultato
1 + 1 =
10 2  
1 e ¾
(governo ladro)

A

B

C

D
Elucubrato da: denmark alle ore 01:29 | link | commenti (29)
categorie: cultura, test, sedano, ippo
«Marca il territorio! »
domenica, 13 aprile 2008

Test d'intelligenza #1


Sto preparando un torneo d'intelligenza a puntate, per i miei lettori.

Il vincitore sarà colui/colei¹ che si posizionerà più avanti nella scala evolutiva. Siccome il cervello è un inutilmente ingombrante e metabolicamente oneroso organo vestigiale, per vincere bisogna dimostrare di essere in grado di farne a meno.

Per partecipare, è sufficiente che scriviate in un commento quella che secondo voi è la risposta giusta.

Test #1
Intelligenza contestuale

Istruzioni
Trova l'intruso.


A

B

C

D


¹ Qualora il vincitore fosse una lei, le sarà chiesto di diventare la madre della mia auspicabilmente numerosissima prole.
Elucubrato da: denmark alle ore 17:04 | link | commenti (46)
categorie: cultura, test, sedano, ippo
«Marca il territorio! »
domenica, 30 marzo 2008

Sono tornato...

...e il mio perineo è più idratato di prima.


Ma facciamo un passo indietro.

Si dà il caso che questo ibrido hippie-ispanico-spazzacamino-aspiranteVichingo sia un appassionato di tisane, decotti e prodotti erboristici miscellanei.
Si dà anche il caso che il suddetto psiconauta alla ricerca di paradisi artificiali erboristicamente indotti sia incappato in un fichissimo e-shop che vende prodotti alimentari "biologici" ed erbe varie.
Si dà inoltre il caso che il primate sopracitato si chiami Unai, un nome che (per quanto indossato da uno stallone dalla ineffabile virilità) non svela il sesso del suo padrone quando letto da un non basco (e che comunque non sia un antropologo che si dedica alla cultura basca, o robe del tipo).
Si dà nondimeno il caso che l'eukariota di cui sopra¹ abbia deciso, senza traccia d'indugio alcuno, di investire una significativa porzione del suo stipendio nell'acquistare i più irresistibilmente inutili prodotti bio, alimenti ecosolidali, infusi e cose di questo genere. Ah. E non dimentichiamo i Soffoconi. Sì, ho comprato dei Soffoconi su Internet. Chi di voi non cederebbe alla tentazione di comprare un pacco di soffoconi scagli la prima pietra.

Ouch.
Ouch.
Ouch.
Ouch ouch.
Ouch ouch! OUCH! Ouch! Eccheccazzo basta! Ho capito!

Comunque i soffoconi sono un gran bell'alimento: gallette a base di riso integrale e miglio, ovvero mangime per uccelli con la consistenza (ed il sapore) del polistirolo.
Lo so. Sono il genio degli acquisti creativi.

Ma veniamo al dunque.
Eccolo: dunque.

Gentilissima Sig.ra Unai, siamo lieti di di darle il benvenuto come nostra nuova cliente e ci auguriamo che bla bla bla [...]

Sono stati così premurosi da includere nello scatolone, insieme ai miei balzani acquisti, un campione omaggio di crema idratante perineale per preparare al parto.
Andrebbe messa dalla 35sima settimana di gravidanza in poi, ma io ed il mio perineo peloso non abbiamo saputo aspettare.
Mi sono subito messo nella posizione yoga del dromedario palustre e mi sono subito cosparso il perineo con l'unguento miracoloso per testarne gli effetti.

Ora sono una persona nuova.

C'è stato l'Unai 1.0 fino al giorno in cui sono partito per la Danimarca. Unai 2.0 da allora fino al 2007. Unai 2.9beta attraverso tutto il 2007 e parte del 2008 (versione sperimentale, mai rilasciata al pubblico).
Avere il perineo ben idratato ha fatto di me una persona migliore, più saggia e matura, con più funzionalità, più stabile e con molti meno bug, tanto da richiedere un ulteriore cambio di versione. Oggi sono Unai 3.0. Installazione in corso...

  




¹ Senza offesa per i rispettabilissimi protozoi, che hanno loro malgrado la nefastissima sorte di condividere lo stesso dominio biologico col nostro caro ispanico parlante.
Elucubrato da: denmark alle ore 05:16 | link | commenti (20)
categorie: cultura, cibo, lingua, pr0n, perineo, spazzacamino
«Marca il territorio! »
lunedì, 28 agosto 2006

Esperimento antropologico

Visto lo scarso successo che sta riscuotendo ultimamente il mio blog, ho deciso di vendermi alla più efficace delle tecniche di marketing: la strategia detta dell'ormone ballerino. Consiste nell'inserire nel post zozzate di vario genere, così da attirare quella gran fetta di pubblico che sfoglia i blog tramite motori di ricerca, cercando parole dall'elevato contenuto erotico, per cercare l'ispirazione per le proprie edonistiche gesta.
Vediamo un po' se riusciamo a fregare Google...

culo tette culo tette culo tette culo tette culo tette culo tette culo tette culo tette culo tette culo tette culo tette culo tette culo tette culo tette culo tette culo tette culo tette culo tette culo tette culo tette culo tette culo tette culo tette culo tette culo tette culo tette culo tette culo tette culo tette culo tette culo [ad libitum -- anzi, ad libido]
I. - Salve, sono l'idraulico.
B. - Oh, l'idraulico. La stavo aspettando, io sono Briana. Mi scusi se mi trova tutta nuda... Stavo proprio per fare il bagno insieme alla mia amica Tiffany. Entri pure, se per lei non è un problema...
I. - Ma veramente io/
B. - Coraggio, non faccia il timido! Inoltre, la mia vasca perde soltanto quando ci sto lesbicando dentro con le mie calde amiche, non so perché... Credo che sia meglio che ci dia un'occhiatina...
I. - D'accordo, allora aspetti solo un momento che scendo nel furgone a prendere gli attrezzi e/
B. - Shhhh. Lei ha già con sé tutti gli arnesi che le servono.
(Tiffany entra, Othello esce, Iago passa sullo sfondo senza motivo apparente, Barbantio se ne sta nell'angolo a scaccolarsi, incurante degli altri.)
I. - Ma come, eppure... [con aria confusa]
(Improvvisamente l'idraulico si accorge che Briana e Tiffany, che inizialmente parevano affette da un curioso strabismo verticale, hanno lo sguardo perso verso il suo "arnese", hanno un sopracciglio inarcato a testa e quell'inconfondibile sorrisetto da «eh eh, ci penso io». Lui, finalmente, capisce e anche a lui si inarca il sopracciglio della malizia (il sinistro
¹ negli uomini, destro nelle donne))
I. - Signorine, a me sembra che il problema non sia soltanto lo scarico della vasca: vedo infatti che sgocciolano copiosamente anche le vostre/
(Mentre l'idraulico pronuncia l'ultima parola della sua battuta, attacca una musica d'ambiente, la quale consiste di un sassofono per la linea melodica, una chitarrina funky anni 70 come sezione ritmica e una pianola scrausa comprata al mercatino slavo delle pulci nel 1984
²)

Atto II

T. - Oh. Oh. Sì. Dài. [inespressivamente]
B. - Sì. Sì. Ancora. Di più. [con un tono di voce che faccia intendere che lei sta pensando a cosa fare per pranzo alla suocera domenica prossima]
I. - Vieni qua, bella giumenca! [con grandissimo pathos: lui è l'unico che ci crede davvero]
B. - Oh sì ti prego montami.
I. - *sculacc' sculacc'*
B. - Muuuuuuuu!
T. - *slurp slurp sbavazz spornazz
³*
(Improvvisamente Barbantio, che se ne era rimasto silenziosamente indaffarato nello sfondo, alza il mignolo verso il cielo con grande soddisfazione, mostrando con grande compiacimento un caccolone di quelli grossi con liana penzolosa lunga diversi centrimetri. Caccolone che è finalmente riuscito a sfilarsi, dopo innumerevoli peripezie, dalla sua sinistra narice (che, nel suo caso, è proprio quella sinistra))
I. - Ci penso io a tappare la tua tuberia che sgocciola...
T. - Ah. Sì. Così.
(Idraulico grugnisce)
T. - Idraulico, tu si che sai come riempirmi di gioia...
I. - Te la do io la gioia!
B. - A me a me! Adesso tocca a me!
I. - Sì... Gngngn...
B. - Mmm...
(Eccetera)

Bene, adesso che ho la vostra attenzione (e che ho scoperto di avere un grande talento come sceneggiatore di film porno), posso cominciare con il post vero e proprio.
Innanzitutto un caloroso saluto a tutti quelli che sono giunti qui grazie al mio diabolico artificio. Siete i benvenuti. E se non lo siete, siatelo.

La stranezza danese che oggi voglio raccontarvi riguarda la totale assenza di scuri, persiane o tapparelle nelle finestre delle case in Danimarca.
"Sticåzzi"4, esclamerebbe il lettore disattento. Ma siccome so che siete tutti attentissimi, so anche che state già visualizzando nelle vostre menti quanto possa essere drummatico il doversi sentire, costantemente, come un pesce in un aquario5. In Danimarca, l'unica barriera che separa il dentro dal fuori, il 25GradiDaStareInCanottiera dentro dal 15SottoZeroAyCaramba fuori, il miFaccioUnoStrombazzoneConUnaBellaFreschetta dentro dal tuttiIGuardoniSiGodonoLoSpettacolo fuori, altro non è che un trasparentissimo vetro! Se ti becchi una tendina striminzita e semitranslucida sei proprio fortunato!
Credimi, o esimio lettore, non è così comodo doversi sempre nascondere dentro al corallo per cambiarsi.
Sai, ti gratta le pinne.

Itticamente vostro,
denmark.




¹ È doveroso ricordare che, in certi individui, il sopracciglio più sinistro (grifagno, infausto, patibolare, torvo, truce, tetro, arcigno, bieco) si trovi, per ironia della sorte, a destra. Ma sinistro rimane.
² È risaputo che i registi delle pellicole spornazzose non investano più di tanto nella colonna sonora.
³ *spornazz* è la tipica rappresentazione onomatopeica che si può usare per i rumori più imbarazzanti e miscellanei prodotti da due o più esseri umani che fanno zozzate.
4 Parola di origini scandinave, da anni in uso anche in Italia, che si significa "ohibò, chi se ne frega"
5 La sindrome del pesce nell'acquario è una patologia riconosciuta dall Organizzazione Mondiale della Sanità, dall'Unione Nazionale Albergatori Italiani e dal circolo culturale Gli amici di Cicciolina.
Elucubrato da: denmark alle ore 16:15 | link | commenti (17)
categorie: cultura, pr0n
«Marca il territorio! »
mercoledì, 09 agosto 2006

Il bestemmione in dialetto

È lì che si vede davvero che non sei un danese.
Puoi aver imparato tutto il danese che vuoi, esserti integrato a fondo nella società, essere diventato biondino e con gli occhi azzurri, ma quando ti scappa la madonna in dialetto c'è poco da fare. Il tuo camuffamento è fallito: sei proprio un emiliano¹.

Ma perchè in dialetto?
Perchè quando la ragione non fa in tempo ad intervenire, quando la tua corteccia cerebrale non è sufficientemente veloce a formulare una risposta razionale, quando è la tua amigdala a governare le tue reazioni, gestendo i tuoi riflessi nel modo più primordiale ed impulsivo possibile, allora d'istinto ti esce la cosa più spontanea, profonda e interna... il tuo cervello ha pochi millisecondi per manifestare in parole un tuo stato d'animo, una sensazione causata da un improvviso, inaspettato e sgradito evento (il vaso di cristallo che ti scivola dalle mani, l'automobilista cretino che ti taglia la strada, la botta con il mignolino del piede contro lo stipite della porta²)...
Non vale la pena investire tempo ed energie nella scelta nella lingua opportuna, quella del luogo in cui sei o che comunque quella che chi ti circonda possa capire, hai pochi millisecondi a disposizione prima che smetta di valere la pena esteriorizzare il tuo malessere interiore con cotale espressione verbale³... Tanto mica lo fai per gli altri, non c'è alcun messaggio da comunicare ai presenti... È un qualcosa tutto per te, un momento che ti dedichi senza pensare al resto del mondo... In quel momento stacchi la spina e sei da solo con le tue emozioni... Senti l'eco della voce di tuo nonno che smadonna in dialetto perchè non gli parte la sgadóra4... La voce di tua nonna che impreca in dialetto (minacciando una tirata di collo) perchè la gallina Rosetta è tre giorni che non fa l'uovo...
Questa brevissima manciata di millisecondi si espande e sembra durare un'eternità, eppure la tua mente è in bianco e non puoi pensare a niente: è come se tutto, compresi i tuoi pensieri, andasse a rallentatore ed il tempo si stesse congelando. I tuoi sensi smettono di darti input dal mondo esterno, sei circondato da un buio impenetrabile e da un silenzio surreale... Senti solo queste parole che ti girano intorno alla testa, ti sembra quasi di vederne i volti, mentre queste voci ti ruotano attorno ipnoticamente.
Ed ecco che improvvisamente le parole ti escono da sole, quasi non ti accorgi di averle pronunciate, il tempo di un battito d'ali di farfalla, il tempo del cadere di un petalo di rosa sul profumato muschio del sottobosco, e lui è già lì, sì è già fatto strada fra le tue labbra e sta volando libero nell'aere... il pittoresco bestemmione etnico5.





¹ O un veneto. Anche in Veneto, forse ancor più che in Emilia, il sintagma blasfemo ha un rilevante valore linguistico, da usarsi per distanziare le parole di posto dispari, le quali, una volta alternate con un bel bestemmione, acquisiscono maggiore importanza o evidenza, e la frase risulta più scorrevole in quanto le parole hanno più spazio e respiro.
² Cosa che, sfido chiunque a dire il contrario, è fonte di un dolore così brutale che risulta difficile commensurarlo -- da cui la necessità del bestemmione (manifestazione della tua impotente frustrazione e autoconfortante modo per esorcizzare il dolore ed autoindursi a secernere adrenalina).
³ È una questione di tempo. Quando è spontanea e non premeditata, uscita istintivamente, nel momento opportuno, allora è accettabile (oserei dire gradita), ma se aspetti mezzo secondo di troppo allora la bestemmia diventa volgare e di cattivo gusto. Insomma, non dimentichiamo il bon ton, eh!.
4 Motofalciatrice.
5 Etnico per i danesi, nostrano per me.
Elucubrato da: denmark alle ore 10:40 | link | commenti (8)
categorie: cultura
«Marca il territorio! »
venerdì, 30 giugno 2006

False friends

Ogni idioma ha i suoi trabocchetti. Guardate per esempio questo confronto fra italiano, spagnolo e inglese:

Italiano Spagnolo Inglese
lungolargolong
largoanchowide
grandegrandelarge

Oppure questo:

Italiano Spagnolo Inglese
peperonepimiento(sweet) pepper
pepepimientapepper
peperoncinopimentón picante
oppure
guindilla
chili
paprikapimentón (dulce)paprika
salamesalchichónpepperoni
salame milanesesalamisalami
salsicciasalchichasausage

Un bel casino, specialmente quando all'università ti parlano in inglese, gli amici ti parlano in spagnolo, al supermercato ti parlano in danese, scrivi un blog in italiano e i Modena City Ramblers nel tuo lettore MP3 ti cantano in dialetto¹... Gulp!

Anche in danese ho trovato un grande false-friend. Si tratta di una bevanda che i danesi chiamano kaffe che altro non è che un infuso filtrato ottenuto dalla stessa pianta dalla quale in italia ricaviamo il caffè che quotidianamente gustiamo. Ciò che proprio non mi spiego è perchè i danesi abbiano chiamato tale bevanda kaffe e non banana split o involtino plimavèlah...

Italiano Danese
caffèitaliensk "espresso" kaffe
33cl di sbrodaglia marrone insaporekaffe


¹ Dialetto modenese.


Sempre a proposito di caffè, cosa molto tipica fra gli studenti qui, è portarsi sempre appresso un thermos di caffè², cosa, devo dire, non sempre utile, dal momento che in molti dipartimenti il caffè² (così come tè, tisane, latte, biscotti, ecc.) è gratis.
E a proposito di thermos, ecco un aneddoto. Nella casa dove risiedevo prima (negli ultimi cinque mesi, ho dormito in 6 "letti"³ diversi!) la padrona di casa, che era fuori come un balcone, proibiva di tenere in giro per casa tali thermos, in quanto eccessivamente fallici. Era di vitale importanza non lasciare mai un thermos sul davanzale o accanto alla finestra, altrimenti "chissà i vicini cosa pensano"... Oooohhh... Cosa penseranno mai i vicini? Che una vecchia signora abbia la casa piena di giocattolini erotici e che si metta nel culetto un thermos spesso come il collo di un bambino? Ma per piacere...
A me non sembrano poi così fallici 'sti contenitori... Giudicate voi.


² Nel senso di kaffe. Concedetemi questa licenza poetica.
³ Ho dormito due mesi su un divano. Cioè, non è che abbia dormito per due mesi senza mai svegliarmi: ho, per due mesi, dormito ogni notte su un divano. Ok?


Qualche foto...

Unai, a lume di candela. L'uso delle candele è una delle cose più danesi che io abbia visto qui in Danimarca. Non spaventatevi, se mai vi capiterà di essere ospiti in una casa danese, se quando vi alzate per una minzione4 notturna vi ritrovate in una salotto cosparso di candele che illuminano il buio con un'atmosfera da film dell'orrore: non è in corso nessun sacrificio umano e non state assistendo ad alcuna oscura liturgia di una setta segreta. Pisciate tranquilli. Mi è capitato più di una volta di vedere, tornando tardi dopo una notte di sollazzante diporto, giardini illuminati da grosse candele da esterni. Anche a tavola si suole mangiare con un paio di candele accese sul tavolo; nei pub e ristoranti ogni tavolo ha una candelina costantemente accesa, e come decorazione/illuminazione tutto il locale è cosparso di candeline qua e là. Dev'essere perché qui sono tradizionalmente più abituati a dover sfruttare come tempo utile le ore dopo il tramonto, e quindi durante i secoli si sono abituati ad essere circondati da candele, potenti strumenti capaci di ritardare la fine della giornata dalle tre (ora del tramonto in inverno) alle sei (ora di cena).

Gemello malvagio di Unai (uguale ad Unai per tutto tranne che per il pizzetto mancante), contemplando il paesaggio notturno di Copenhagen dall'alto di una ruota panoramica di Tivoli, il parco attrazioni nel centro della capitale.

Tipico esemplare della fauna locale5: ce ne sono a bizzeffe nei campi, per non parlare dei cervi, che sono un paio di migliaia in questa zona.


4 Pisciatina.
5 Lo so, come tipico esemplare della fauna locale speravi di trovare una bella biondina danese poco vestita. Mi dispiace deluderti, ma sarebbe stato troppo prevedibile :P



Infine, un veloce intervento sul meteo.

È arrivato il caldo! Siamo entrati finalmente nella stagione cosiddetta delle palle bagnate ("sommer", in danese), così chiamata perchè viene subito dopo la stagione in cui fa così freddo che ti si formano due stalattiti di ghiaccio sotto i testicoli ("forår", in danese). Oggi pomeriggio abbiamo raggiunto 24 gradi piacevolissimamente centigradi, nonostante stamattina ce ne fossero soltanto 11. I miei colleghi meteorologi alla TV dicono che per il fine settimana un sole tiepido e splendente consentirà a tutti gli italiani presenti in territorio danese di uscire timidamente allo scoperto per fare una bella gita, magari per visitare l'isola di Møn e le sue bianche scogliere di gesso.
Elucubrato da: denmark alle ore 20:01 | link | commenti (4)
categorie: cultura, foto, cibo, pr0n, dtu
«Marca il territorio! »
venerdì, 14 aprile 2006

La settimana del tacchino

Niente a che vedere con oroscopi cinesi o almanacchi cabalistici.
Quando faccio spesa compro sempre le confezioni formato famiglia numerosa per alleviare un po' quella sensazione chiamata ma-porca-miseria-in-italia-ste-cose-costano-la-metà, sensazione che si sperimenta non appena si mette piede in territorio scandinavo. La conseguenza è che ora la mia vita è scandita da settimane tematiche. Quella ventura è, appunto, la settimana del tacchino perché ho comprato un chilo di tacchino e mi tocca mangiarlo prima che scada. E no, non posso congelare quello in sovrappiù perché dove ora alloggio non posso disporre di spazio nel congelatore.


Spendiamo due parole sul meteo, che è da un po' che non ne parlo più... Martedì abbiamo avuto l'ultima gelata: se Dio vuole, non dovrò più scrostare lastroni di ghiaccio dal parabrezza (a proposito: qui, stranamente, anche nella parte interna del parabrezza si forma la lastra di ghiaccio! Sarà per l'umidità...). L'ultima nevicata invece è stata domenica.
Per le prossime settimane pronostico calde giornate di sole, cocktail con ombrellini e lotta nel fango in bikini.

Questa previsione vi è stata offerta da Unai, il vaticinante meteoròlogo.


A proposito, mi è stato narrato dalla popolazione aborigena danese che per due volte negli ultimi anni (una verso la fine degli anni novanta ed un'altra negli anni ottanta) c'è stato così freddo (fino a -20°C/-25°C) e si è protratto per così tanto tempo che il mare che separa la Danimarca dalla Scandinavia si è ghiacciato. Mare! Acqua salata!! Anche quando sono stato a New York c'era un freddo birichino, ma al massimo c'erano dei lastroni di ghiaccio che galleggiavano sul mare. Qui invece si parla di una crosta di due metri di spessore¹! E altra cosa curiosa è che si trattava di ghiaccio completamente trasparente, attraverso il quale era possibile vedere il mare sottostante. Durante quell'avvenimento così speciale, un sacco di gente, per farsi una passeggiata di un'oretta, se ne andava in Svezia a piedi, camminando sulle acque (ghiacciate), da Helsingor (DK) a Helsinborg (SE). Peccato che quest'anno non abbia fatto così freddo: mi sarebbe piaciuto assistere all'inusuale accadimento climatico!
Le uniche cose che io ho visto di ghiacciato, a parte le mie orecchie, sono laghi: in questa regione ci sono diversi grandi laghi, la gente si mette un bel paio di pattini e via a pattinare sul ghiaccio per ore... Il bello è che (a differenza di pattinare in un palaghiaccio o in un laghetto) puoi percorrerti chilometri e chilometri slittando sul ghiaccio e godendoti il panorama (attenzione a non dimenticare che la strada che percorri all'andata è altrettanta al ritorno!).

¹ Teniamo comunque presente che quando un pescatore pesca un pesce di 1,5m x 80kg la verità è che ha pescato una trota striminzita, ma il suo subconscio, volendo supplire la sua insicurezza sessuale, lo forza a raccontare una balla abominevole, in un'esplosione di allegoria fallica.
Veniamo ora alle foto del giorno.

Direi che possiamo cominciare con una foto di Unai sbronzo, giusto per rompere il ghiaccio. Ho notato che da sbronzo vengo sempre con gli occhi rossi... Sarà per il dilatamento di pupille aggiuntivo! Comunque, perchè ritoccare le foto per rimuovere gli occhi rossi? Ti danno quel look da coniglio albino che fa tanto trendy.

Canale di Copenhagen in una giornata uggiosa.

Chiesta luterana a Copenhagen, stessa giornata, cielo diverso. C'è un detto in Danimarca (condiviso probabilmente anche in altre parti dell'europa settentrionale) a proposito della volubilità del tempo atmosferico danese. Dice "If you don't like the weather, just wait ten minutes": insomma prima di brontolare per il tempo schifoso, aspetta dieci minuti e vedrai che cambia (e allora sì che potrai brontolare perchè è cambiato in peggio).

Per concludere, la mia fotografia preferita fra quelle che ho scattato da quando sono arrivato in Danimarca: Nyhavn, anche questa scattata a Copenhagen. Ho usato il bianco e nero benché solitamente io sia riluttante a farlo (troppo spesso se ne abusa a sproposito): ciononostante credo che in questo caso il b/n sia stata la scelta migliore.
Elucubrato da: denmark alle ore 19:32 | link | commenti (9)
categorie: cultura, foto, cibo, copenhagen, lyngby
«Marca il territorio! »
giovedì, 23 marzo 2006

Sono irresistibile...

...per le ultrasessantenni!

Ebbene, il mio fascino da bravo ragazzo, sorridente e italiano, ha ammaliato la donna delle pulizie, una simpatica vecchietta danese con la quale chiacchiero ogni lunedì mattina. Ormai c'è una certa ritualità nella cosa: le offro un caffè italiano e trascorriamo una mezzoretta a parlottare del più e del meno (siamo diversi inquilini nella casa dove vivo, ma sono l'unico che se la caga 'sta povera anziana signora (che tralaltro è pittrice... donna delle pulizie e pittrice!)).

Insomma, siamo diventati intimi: l'altro giorno addirittura mi ha portato in dono un finocchio.
Un finocchio.
Mica un ortaggio qualsiasi.
Dev'essere proprio una cosa seria allora! Un finocchio non me l'avevano mai regalato... Mi chiedo: sono pronto a questo? è questo che voglio veramente dalla vita?

Uhm... .
In pinzimonio¹.

Il fatto è che qualche lunedì mattina addietro mi ero lamentato con questa anziana danese che qui in Danimarca non riesco a trovare alcuni degli ortaggi che mi piace mangiare, e le ho parlato di sedano², finocchio, fagiolini e radicchio.
Così, morale della favola, mi ha fatto una botanica sopresa procurandosi un finocchio in qualche negozio di prodotti esotici d'importazione e portandomelo in dono.

¹ Non so se sia conosciuto in tutta Italia oppure solo in Emilia, comunque il pinzimonio è un modo di mangiare la verdura: inzuppandola in una piccola terrina (chiamata "salino") contenente un condimento a base di sale, olio e/v di oliva, aceto balsamico e lambrusco. Beh, il lambrusco non va nella terrina, ma in un bicchiere poco distante, ma condisce altrettanto il pinzimonio (ma anche tigelle [crescentine per i montanari], gnocco fritto, borlenghi e altre specialità da trattoria modenese), ti lubrifica lo stomaco e ti sollazza il neurone.
² Dehehihohu! Non mi ricordavo la parola per dire "sedano" ed è stato decisamente spassoso spiegare a gesti alla donna delle pulizie a quale verdura mi riferivo! Immaginatemi, tutto intento a mimare un sedano e facendo il possibile per non risultare volgare! :p

Per quanto riguarda il meteo, è da martedì che non si verificano più nevicate e la temperatura oscilla fra i -5°C e i 3°C, a seconda che sia una giornata soleggiata o meno. L'ultima nevicata è stata particolarmente bella, perchè sembrava di essere in un frutteto in una giornata di sole in primavera, con una pioggia di petali bianchi illuminati dal sole, siccome stava nevicando (dalla nuvolona sopra le nostre teste) mentre da poco sopra l'orizzonte il sole stava illuminando obliquamente i fiocconi di neve in caduta.


E come foto del giorno, eccone una di una cena a casa di un'amica: cliccami con impeto.

Now listening : ROBERT POST - GOT NONE (acoustic)
Elucubrato da: denmark alle ore 19:27 | link | commenti (16)
categorie: cultura, foto, cibo
«Marca il territorio! »
sabato, 18 marzo 2006

Irlandesitudine

Eccomi qua, reduce da una sbronza colossale, nel giorno successivo al leggendario St. Patrick's day. A quanto pare, il giorno di San Patrizio¹ è una festività piuttosto gettonata qui in Danimarca. A Copenhagen era pieno di gente vestita di verde (me compreso) e molti indossavano anche il tipico cappello da Leprechaun (i più audaci si sono anche installati una barba rossa finta).

Irish pub stracolmi, birra a fiumi, tanta musica folk e pulzelle danesi sbronze. Insomma, è stato divertente.


¹ Il tizio che nel quinto secolo ha portato in Irlanda il cristianesimo. Inizialmente Sig. Patrizio, poi divenuto San Patrizio.*sigh* Se solo bastasse così poco per passare da Sig. a Ing....

Ed ora, il momento che tutti aspettavate con struggente trepidazione... Il bollettino meteo! Whoo-hoo!

Bene, la primavera sembra voglia arrivare. Cioè, poverina, ce la mette tutta, è lì in fondo, in ultima fila, nascosta dietro tutti, che salta e agitando un braccio dice "io! io! qui! eccomi, sono qui! *anf anf* mi vedete? sono qua io!", ma non se la caga nessuno, in particolar modo la troposfera² danese.
Dopo l'ultimo messaggio sul blog in cui parlavo di -13°, la temperatura è andata sempre crescendo, seppur lentamente. Abbiamo avuto -11° per il resto della settimana (la scorsa -- oddio, anche questa è 'scorsa... intendo quella scorsa scorsa.... argh! insomma, quella dei -13°) e nevicate intermittenti fino a qualche giorno fa.
Ormai non scendiamo mai di molto sotto lo zero, e durante il giorno c'è un sole bellissimo e timido che pian pianino scioglie la neve.
Beh.
Diciamolo. Siamo italiani. E sappiamo cosa vuol dire sole.
Questo sole, poverino, per quanto si sforzi non è che si alzi di molto sopra l'orizzonte (non lo si può biasimare, considerata la latitudine), e i suoi raggi arrivano così inclinati che più che un battere di sole come abbiamo in Italia, qui i raggi del sole punzecchiano la terra. E la colpiscono così di traverso che rimbalzano come un sasso piatto lanciato di striscio su uno stagno (chi di voi non l'ha mai fatto, eh? eh?).
Ieri, mentre mi dirigevo verso la perdizione etilica, mi sono fermato a guardarlo. Sembrava che mi dicesse "Ehh... Ti ricordi che bei tempi quando in spiaggia ti splendevo sulle chiappe? Putroppo, trovandoti dove ti trovi ora, questo è tutto quello che posso fare per te *gngngngngnnnn* (rappresentazione onomatopeica di qualcuno che "spinge", si impegna per espellere qualcosa -- in questo caso, raggi) Beh, allora ci si becca in giro, ciao bello.".
Ecco una foto del sole parlante
.


² Strato dell'atmosfera in cui si verificano quasi tutti i fenomeni metereologici. A meno che tu non stia leggendo questo blog da un sottomarino (o dallo spazio), vi sei immerso.

Now listening : SAVATAGE - THIS ISN'T WHAT WE MEANT
Elucubrato da: denmark alle ore 20:24 | link | commenti (9)
categorie: cultura, foto, party, birra, copenhagen
«Marca il territorio! »
sabato, 04 marzo 2006

Informalità

Oggi vi racconto qualcosina sui professori... Questa cosa la racconto sempre a tutti perchè è davvero sorprendente, o perlomeno sorprende molto me, abituato ai professori que abbiamo a Modena.
Parola chiave: informalità.
Qui un professore, un bidello o un netturbino sono praticamente indistinguibili. Non ho ancora trovato un prof. in giacca e cravatta, né uno con attitudine superba o pomposa. Magari vedi uno con un paio di vecchi sandali, dei calzini col buco, un maglione verde pisello e un paio di pantaloni con un motivo hawaiano, lo vedi entrare in un'aula, pensi "...sarà uno studente, pure un po' fricchettone", poi lo vedi dirigersi verso la lavagna che inizia a spiegare una lezione di ingegneria tecnocibertrascendentale e, scusate il francese, ti cascano le palle!

I prof. durante le pause si mescolano con gli studenti a fare delle chiacchiere e a scherzare, o addirittura vanno a fare i furbetti con le freschette, ecc.... Questo è lo spirito! Magari, perchè no, a farsi una partitina a biliardo! Sì, avete letto bene, biliardo. Qui in quasi tutti i dipartimenti puoi trovare un tavolo da biliardo per farti una partitina a stecca...

Una volta ho scritto una e-mail a un mio professore danese, tipo

"Chiarissmo Professor <cognome>, bla bla bla bla Lei bla bla chiederLe bla bla bla per cortesia bla bla Scusandomi per il disturbo recatoLe bla bla Distinti saluti bla".

Insomma, etiquette. Cosa indispensabile quando si scrivono lettere ai professori italiani, no? In Italia è buona educazione sviolinarli, coccolarli, scrivere come se si stesse scrivendo ad una divinità, mostrandosi sottomessi e con la coda fra le gambe. Vabbè, magari non è sempre così, però qui in Danimarca siamo davvero all'altro estremo!!
Il professor <cognome> mi ha risposto spiegandomi, come prima cosa, che il rapporto con i professori è molto informale e che i prof. si chiamano per nome... Ma ve lo immaginate a Modena scrivere ad un professore

"Oh 'scolta Gianni, ti volevo chiedere se bla bla bla Ciao e fai amodo! Blah bla".

E, che ci crediate o no, ricevo e-mail, inviate da professori (illustri ed abominevolmente competenti) dei corsi che frequento, contenenti faccine, come queste -->  :-)   ;-)


Che dire... Un altro mondo!



Now listening: QUEEN - THE SHOW MUST GO ON



P.S.
Nevica ancora.
Il paesaggio è bianco da quando sono arrivato... Chissà com'è la Danimarca in primavera, tutta verde e con un bel cielo sereno!
Elucubrato da: denmark alle ore 19:40 | link | commenti (8)
categorie: cultura, dtu
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martedì, 21 febbraio 2006

Sono proprio un italiano...

Ebbene sì, proprio un italianazzo di quelli D.O.C.!
Ieri ho preso la mia seconda (sì, seconda) multa... Entrambe per divieto di sosta. O meglio, per mancata esposizione del disco orario.
La prima multa che ho preso proprio non la meritavo, questa seconda un po' di più, giacché avrei dovuto imparare la lezione...
Il fatto è che in Italia i nostri cartelli sono molto grafici: dall'icona disegnata sul cartello stradale chiunque, anche uno straniero, riesce immediatamente a decodificare il valore semantico dell'immagine. In Danimarca, anzichè esserci un bellissimo disegnino di un disco orario, c'è semplicemente un cartello a sfondo bianco con una scritta nera in DANESE (che per me potrebbe anche essere "Compra i broccoli del Conad che sono i più buoni") che dice che bisogna esporre il disco orario e che si può parcheggiare per un'ora. Beh, se io fossi uno sbirro, sarei un po' più tollerante con gli stranieri: insomma, un turista/studente/straniero_con_affari_miscellanei viene nel tuo cazzo di minuscolo paese, viene per spendere un sacco di soldi, e tu gli fai una multazza perchè non sa la tua lingua schifosa?
Per quanto riguarda la seconda multa invece, andavo di fretta ed ero stordito e con la testa altrove, perché, come alcuni di voi lettori sapranno, quest'anno è iniziato per me in mezzo a nebbie di confusione totale, portando grandi cambiamenti, più grandi di quanto avrei mai potuto immaginare... Ma questa è un'altra storia, che non merita di essere raccontata.
Insomma, morale della favola, 1020 corone di multa (510+510) cioè quasi 140€, nonostante entrambe le volte i parcheggi fossero deserti! Potrei quasi capire, se fosse stato che i parcheggi erano pieni... Ma in questo caso, beh, bisogna proprio essere bastardi dentro! Chi mi conosce sa bene che sono molto rispettoso del codice stradale e in generale di tutte quelle regole che servono per far funzionare bene un sistema nel quale partecipano tante persone, anche se queste regole non sono parte di un regolamento scritto, come regole dettate da buonsenso ed etica di una rispettosa convivenza. Ma, porca puttana, prima di partire mi hanno pure tolto 2 punti alla patente in Italia per eccesso di velocità (facevo gli 83 in uno stradone dritto, largo e deserto in mezzo alla campagna, ma per qualche strano motivo il limite era di 50km/h)! Vabbè, sfiga...
La cosa ironica è che, per entrambe le multe, mi sono allontanato dall'automobile soltanto per una ventina di minuti... Il piedipiatti, o chi per lui, doveva essere proprio appostato dietro un cespuglio, per saltare fuori improvvisamente, fare la multa in tutta fretta e scappare via di corsa! Adesso ho paura che mentre sono fermo al semaforo rosso, al riaprire le palpebre dopo averle sbattute, io possa trovarmi l'ennesima multa sotto il tergicristallo!
Comunque, visto che sono italiano, potrei anche fare l'italiano fino in fondo, e valutare se pagare o meno queste multe... Che mi vengano a rintracciare in Italia e a prendere per un orecchio? E la macchina non è nemmeno intestata a me! :P

Infine, ultimo aneddotino poi per oggi basta, sempre a proposito di italianitudine, l'altro giorno mi ha fermato una macchina della polizia: avevo fatto una curva un po' creativa, cosa abbastanza normale quando stai cercando una via in un posto che non conosci... magari all'ultimo momento ti accorgi "cazzo, eccola qui" e svolti all'ultimo momento. Ovviamente (siccome quando esco di casa non dimentico mai di portare con me un pochino di sfiga, non si sa mai), avevo una macchina della polizia giustappunto dietro di me. Mi hanno seguito con paziente discrezione fino a destinazione e quando ho parcheggiato mi vedo questo poliziotto che mi punta la torcia in faccia e mi dice (testuali parole) "åjøøæÅkØÆÅæåøjyæÅØÆåæ, æÅØxÆÅxØÆåæ! åjÆÅæwåøæ?". Ma la frase magica da dire è sempre "Sorry Sir, I cannot speak danish": fortunatamente in questa regione della Danimarca quasi tutta la popolazione parla inglese. Insomma, mi ha chiesto se avevo bevuto bevande alcoliche (ovviamente ho risposto "no", con un tono grave e sicuro, sperando che la mia voce non mi tradisse) ed infine mi ha chiesto di mostrargli la patente, ma appena ha visto che aveva a che fare con un italiano, ha cercato di nascondere un sorriso e ha detto qualcosa in danese al suo collega: probabilmente "Ahhh, ecco! Ora si spiega tutto! Ahahah! A proposito di italiani, ci andiamo a mangiare una pizza 'pepperoni og pineapple' da Pasqualino?" oppure "Questo mi ricorda quell'estate in cui conobbi quella calda italiana... Che gran paio di bocce che aveva!", o qualcosa del genere, altrimenti non si spiegherebbe come mai subito dopo mi ha augurato una buona serata e si è allontanato fischiettando una melodia che sapeva di partenopeo.
Elucubrato da: denmark alle ore 20:46 | link | commenti (4)
categorie: cultura
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