...devi capire quando è ora di fermarti.
Ma visto che il verbo capire non mi si addice molto (mi dona molto di più il verbo procrastinare), io non mi sono fermato.
E a furia di idratare ho finito subito il mio campioncino omaggio di unguento per partorienti.
Panico.
Devo procurarmene ancora. Subito. A tutti i costi.
Mi catapulto al PC e mi precipito a digitare l'URL del mio e-shop di fiducia, dispensatore di soffoconi e spacciatore di unguenti, terra promessa di fricchettoni e fondamentalisti new age, buddhisti in erba ed erboristi in Buddha, ispanici volanti e donne incinte.
Ah, e non dimentichiamo uccelli tropicali e professionisti di coibentazione termoacustica (niente è più ecologico, riciclabile e multiuso dei soffoconi [cfr. post precedente]).
Attendo con ansia che si carichi la pagina e, dopo numerosi tentativi, mi accorgo che non ho acceso il PC.
I sintomi dell'astinenza si fanno sentire (no Unai, te sei scemo così sempre, non dare la colpa alla secchezza del tuo xineo).
Ripeto impazientemente la procedura, speranzoso che avere il PC acceso sia di buon auspicio.
Finalmente sul sito.
Setaccio scrupolosamente tutte le categorie alla ricerca della mia salvìfica lozione. Niente.
La casella di testo con su scritto Digita qui un prodotto da cercare nel sito, per una complessa associazione di idee mi suggerisce di digitare lì un prodotto da cercare nel sito.
Cerco "crema per parto", "perineo", "donne incinte", "uomini gravidanza isterica", "crema idratante scroto". Niente niente niente. Cazzo.
Forse non è in vendita. Ti danno solo il campioncino per illuderti e poi ti lasciano col perineo secco come il deserto. Bastardi.
E campioncino sia.
Quante sono le possibilità che qualora io faccia un altro acquisto mi ricapiti un altro campioncino di unguento perineale? Poche. Forse nessuna. Ma non ho altra scelta.
Per aumentare la probabilità che La Provvidenza mi mandi un'altra bustina della mia crema (del mio tessssssssssoro) debbo escogitare il modo di apparire come una donna gravida.
Molto gravida.
Sfoglio i prodotti qua e la... Cosa comprerebbe una donna con un perineo in procinto di essere deflorato dalla testa della creatura che coltiva nel suo grembo? Hmm... Pensa, Unai, pensa. Think pregnant.
Trovato! Cibo. Le donne incinte hanno sempre voglia di cibi strani. Vediamo un po'... Cereali. Hmm... Orzo. No, troppo banale. Farro? Va già meglio, ma fa rima con catarro e rischio che mi diano dello sciroppino per la tosse. Devo trovare un modo subdolo di manipolare il subconscio di chi confeziona i pacchi da spedire alla gravidissima Signora Unai...
Eureka! Amaranto. Mai sentito prima. Io credevo che fosse il nome di un colore. Da piccolo avevo la scatola con 6 pennarelli colorati in cui c'era il nero, il rosso, il verde, il giallo, il blu, l'amaranto e un altro giallo.
Vabbè, nella categoria dei cereali è. Intanto compro, poi scoprirò di che cibo si tratta.
Quattro giorni lavorativi più tardi, un nuovo sostantivo prende timidamente posto nel vocabolario di Unai...
Amaranto, s.m.: cereale dal sapore muschiato, tempo di cottura 3 quarti d'ora, abbondanti. Fu introdotto dai Fenici circa 4000 anni fa e cadde in disuso 3980 anni fa perché fa schifo.
Fanculo. Campioncino di crema anticellulite. Mi sono pure offeso.
E il mio perineo sta cominciando a screpolarsi.