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mercoledì, 16 aprile 2008

Test #2

Test #2
Intelligenza matematica

Calcola il risultato
1 + 1 =
10 2  
1 e ¾
(governo ladro)

A

B

C

D
Elucubrato da: denmark alle ore 01:29 | link | commenti (29)
categorie: cultura, test, sedano, ippo
«Marca il territorio! »
domenica, 13 aprile 2008

Test d'intelligenza #1


Sto preparando un torneo d'intelligenza a puntate, per i miei lettori.

Il vincitore sarà colui/colei¹ che si posizionerà più avanti nella scala evolutiva. Siccome il cervello è un inutilmente ingombrante e metabolicamente oneroso organo vestigiale, per vincere bisogna dimostrare di essere in grado di farne a meno.

Per partecipare, è sufficiente che scriviate in un commento quella che secondo voi è la risposta giusta.

Test #1
Intelligenza contestuale

Istruzioni
Trova l'intruso.


A

B

C

D


¹ Qualora il vincitore fosse una lei, le sarà chiesto di diventare la madre della mia auspicabilmente numerosissima prole.
Elucubrato da: denmark alle ore 17:04 | link | commenti (46)
categorie: cultura, test, sedano, ippo
«Marca il territorio! »
giovedì, 10 aprile 2008

Politically correct blog

is politically correct


Per venire incontro ai lettori meno giovani con problemi di minzione derivanti da una non sufficientemente zelante autodiagnosi prostàtica preventiva, è da oggi possibile marcare il territorio anche sfruttando altre diaboliche tecniche messe a punto dalla Natura¹.
Alla licenza piscioware di questo blogghìno, oggi si aggiunge ufficialmente quella scagazzoware.

Gli ippopotami sono davvero mefistofèlici nei loro usi: la nostra specie ha ancora molto da imparare da questi simpatici spargiletame a tradimento²...

Se andate a lo zoo e vedete un ippo scodinzolare, non avvicinatevi compiaciuti: non è che sia contento di vedervi... è che sta per avviare la sua consueta procedura di estrusione&affettatura scatologica.



¹ Rimango dell'opinione che il dio degli eserciti e delle pestilenze fosse un pelino ubriaco quando ha progettato il sistema di marcatura territoriale degli ippopotami. Ma questo blog è pro-etanolo, quindi ok.
² D'ora innanzi, nella generosa politicorrettezza di questo blog vengono peraltro tenuti in considerazione anche gli sfortunati lettori allergici ai gatti.
Elucubrato da: denmark alle ore 11:54 | link | commenti (23)
categorie: ippo, marcare, sono stato qui, potami
«Marca il territorio! »
lunedì, 07 aprile 2008

Questo blog è piscio-ware

Ti piace quello che leggi? Vuoi sostenere il mio blog?
Pìsciaci sopra!

La mia voglia di scrivere post sarà direttamente proporzionale alla puzza di piscio di queste pagine!

E ricorda: non permettere che qualcuno marchi il territorio dopo di te! Sii sempre l'ultimo a lasciare una spruzzatina!

Buona minzione a tutti!
Elucubrato da: denmark alle ore 00:36 | link | commenti (66)
categorie: birra, territorio, marcare, sono stato qui
«Marca il territorio! »
giovedì, 03 aprile 2008

Idratarsi il perineo è come il gioco d'azzardo...

...devi capire quando è ora di fermarti.

Ma visto che il verbo capire non mi si addice molto (mi dona molto di più il verbo procrastinare), io non mi sono fermato.
E a furia di idratare ho finito subito il mio campioncino omaggio di unguento per partorienti.

Panico.

Devo procurarmene ancora. Subito. A tutti i costi.

Mi catapulto al PC e mi precipito a digitare l'URL del mio e-shop di fiducia, dispensatore di soffoconi e spacciatore di unguenti, terra promessa di fricchettoni e fondamentalisti new age, buddhisti in erba ed erboristi in Buddha, ispanici volanti e donne incinte.
Ah, e non dimentichiamo uccelli tropicali e professionisti di coibentazione termoacustica (niente è più ecologico, riciclabile e multiuso dei soffoconi [cfr. post precedente]).

Attendo con ansia che si carichi la pagina e, dopo numerosi tentativi, mi accorgo che non ho acceso il PC.
I sintomi dell'astinenza si fanno sentire (no Unai, te sei scemo così sempre, non dare la colpa alla secchezza del tuo xineo).
Ripeto impazientemente la procedura, speranzoso che avere il PC acceso sia di buon auspicio.
Finalmente sul sito.
Setaccio scrupolosamente tutte le categorie alla ricerca della mia salvìfica lozione. Niente.
La casella di testo con su scritto Digita qui un prodotto da cercare nel sito, per una complessa associazione di idee mi suggerisce di digitare lì un prodotto da cercare nel sito.
Cerco "crema per parto", "perineo", "donne incinte", "uomini gravidanza isterica", "crema idratante scroto". Niente niente niente. Cazzo.
Forse non è in vendita. Ti danno solo il campioncino per illuderti e poi ti lasciano col perineo secco come il deserto. Bastardi.
E campioncino sia.

Quante sono le possibilità che qualora io faccia un altro acquisto mi ricapiti un altro campioncino di unguento perineale? Poche. Forse nessuna. Ma non ho altra scelta.
Per aumentare la probabilità che La Provvidenza mi mandi un'altra bustina della mia crema (del mio tessssssssssoro) debbo escogitare il modo di apparire come una donna gravida.
Molto gravida.
Sfoglio i prodotti qua e la... Cosa comprerebbe una donna con un perineo in procinto di essere deflorato dalla testa della creatura che coltiva nel suo grembo? Hmm... Pensa, Unai, pensa. Think pregnant.
Trovato! Cibo. Le donne incinte hanno sempre voglia di cibi strani. Vediamo un po'... Cereali. Hmm... Orzo. No, troppo banale. Farro? Va già meglio, ma fa rima con catarro e rischio che mi diano dello sciroppino per la tosse. Devo trovare un modo subdolo di manipolare il subconscio di chi confeziona i pacchi da spedire alla gravidissima Signora Unai...
Eureka! Amaranto. Mai sentito prima. Io credevo che fosse il nome di un colore. Da piccolo avevo la scatola con 6 pennarelli colorati in cui c'era il nero, il rosso, il verde, il giallo, il blu, l'amaranto e un altro giallo.

Vabbè, nella categoria dei cereali è. Intanto compro, poi scoprirò di che cibo si tratta.


Quattro giorni lavorativi più tardi, un nuovo sostantivo prende timidamente posto nel vocabolario di Unai...

Amaranto, s.m.: cereale dal sapore muschiato, tempo di cottura 3 quarti d'ora, abbondanti. Fu introdotto dai Fenici circa 4000 anni fa e cadde in disuso 3980 anni fa perché fa schifo.


Fanculo. Campioncino di crema anticellulite. Mi sono pure offeso.
E il mio perineo sta cominciando a screpolarsi.
Elucubrato da: denmark alle ore 02:18 | link | commenti (15)
categorie: perineo
«Marca il territorio! »
domenica, 30 marzo 2008

Sono tornato...

...e il mio perineo è più idratato di prima.


Ma facciamo un passo indietro.

Si dà il caso che questo ibrido hippie-ispanico-spazzacamino-aspiranteVichingo sia un appassionato di tisane, decotti e prodotti erboristici miscellanei.
Si dà anche il caso che il suddetto psiconauta alla ricerca di paradisi artificiali erboristicamente indotti sia incappato in un fichissimo e-shop che vende prodotti alimentari "biologici" ed erbe varie.
Si dà inoltre il caso che il primate sopracitato si chiami Unai, un nome che (per quanto indossato da uno stallone dalla ineffabile virilità) non svela il sesso del suo padrone quando letto da un non basco (e che comunque non sia un antropologo che si dedica alla cultura basca, o robe del tipo).
Si dà nondimeno il caso che l'eukariota di cui sopra¹ abbia deciso, senza traccia d'indugio alcuno, di investire una significativa porzione del suo stipendio nell'acquistare i più irresistibilmente inutili prodotti bio, alimenti ecosolidali, infusi e cose di questo genere. Ah. E non dimentichiamo i Soffoconi. Sì, ho comprato dei Soffoconi su Internet. Chi di voi non cederebbe alla tentazione di comprare un pacco di soffoconi scagli la prima pietra.

Ouch.
Ouch.
Ouch.
Ouch ouch.
Ouch ouch! OUCH! Ouch! Eccheccazzo basta! Ho capito!

Comunque i soffoconi sono un gran bell'alimento: gallette a base di riso integrale e miglio, ovvero mangime per uccelli con la consistenza (ed il sapore) del polistirolo.
Lo so. Sono il genio degli acquisti creativi.

Ma veniamo al dunque.
Eccolo: dunque.

Gentilissima Sig.ra Unai, siamo lieti di di darle il benvenuto come nostra nuova cliente e ci auguriamo che bla bla bla [...]

Sono stati così premurosi da includere nello scatolone, insieme ai miei balzani acquisti, un campione omaggio di crema idratante perineale per preparare al parto.
Andrebbe messa dalla 35sima settimana di gravidanza in poi, ma io ed il mio perineo peloso non abbiamo saputo aspettare.
Mi sono subito messo nella posizione yoga del dromedario palustre e mi sono subito cosparso il perineo con l'unguento miracoloso per testarne gli effetti.

Ora sono una persona nuova.

C'è stato l'Unai 1.0 fino al giorno in cui sono partito per la Danimarca. Unai 2.0 da allora fino al 2007. Unai 2.9beta attraverso tutto il 2007 e parte del 2008 (versione sperimentale, mai rilasciata al pubblico).
Avere il perineo ben idratato ha fatto di me una persona migliore, più saggia e matura, con più funzionalità, più stabile e con molti meno bug, tanto da richiedere un ulteriore cambio di versione. Oggi sono Unai 3.0. Installazione in corso...

  




¹ Senza offesa per i rispettabilissimi protozoi, che hanno loro malgrado la nefastissima sorte di condividere lo stesso dominio biologico col nostro caro ispanico parlante.
Elucubrato da: denmark alle ore 05:16 | link | commenti (20)
categorie: cultura, cibo, lingua, pr0n, perineo, spazzacamino
«Marca il territorio! »
sabato, 22 marzo 2008

Incontri ravvicinati...

...del sesto tipo.

Ebbene sì, dopo svariati avvistamenti di tipo 1 e 2, è stato registrato un avvistamento del tipo.

Ricordiamo brevemente ai lettori come vengono catalogati gli incontri ravvicinati con UFI (che non è il plurale di UFO, ma sta per Unidentified Flying IspanicoDaiCapelliLunghi) secondo la classificazione Hynek (cito Wikipedia, in un inconfondibile blu puffo abbronzato):

1° tipo: visione del corpo non identificato nei pressi dell'osservatore, senza interazioni di natura fisica con l'oggetto stesso.
2° tipo: aggiunge al precedente le manifestazioni di effetti fisici di interazione con l'ambiente e le persone. Ad esempio:
  • Tracce sul terreno, [...]. Spesso si hanno più punti in un terreno, disposti secondo una determinata geometria, in cui compare questo genere di fenomeno. Questo è il tipico caso in cui viene avvistato un UFI mentre marca il territorio o scrive compiaciuto il suo nome sulla neve.
  • Effetti elettromagnetici, subiti dalle apparecchiature elettriche ed elettroniche. Tipici esempi sono, in presenza di un incontro ravvicinato del II tipo, lo spegnimento della macchina all'improvviso [...]. Si sono infatti riscontrati alcuni casi di macchine (personal computer, portatili, workstation, server, ecc.) spéntesi all'improvviso in presenza di un UFI, soprattutto quando questo si siede/avvicina con la sua delicatezza da muflone del Tajikistan, o inciampa sul cavo dell'alimentazione, con la grazia di un millepiedi con tutti i piedi sullo stesso lato.
  • Effetti luminosi insoliti, luci emanate dall'oggetto volante non identificato in determinate direzioni con comportamento intelligente. Per quanto concerne il nostro UFI, sono giunte segnalazioni di ogni tipo, ma di segnalazioni relative a comportamento intelligente ancora nessuna.
  • Effetti sugli animali, animali spaventati per diverso tempo dopo l'avvistamento. In letteratura specialistica sono riportati infatti alcuni casi in cui l'UFI, nel suo sorvolare campi di grano, abbia spaventato con successo diversi passeri.
  • Effetti sull'uomo, paralisi momentanea, [...], irritazioni agli occhi. Se per "uomo" intendiamo "donna", beh... Bow chicka bow-wow¹ *wink wink*
3° tipo: aggiunge ai precedenti l'incontro ravvicinato vero e proprio con questi oggetti volanti non identificati che, per poter essere inclusi nel 3° tipo, debbono essere descrivibili come "esseri animati".
4° tipo: abduction o rapimento, cioè presunto sequestro di testimoni [...].
5° tipo: il rapito è utilizzato per la creazione di una razza ibrida umano/aliena tramite rapporti sessuali con gli alieni o tramite inseminazione artificiale. :-o  (NB: questa vuole essere una faccina con espressione sbalordita, non una faccina con espressione da bambola gonfiabile).

Usare il blu per le citazioni conferisce al mio post quel look spataflashoso di cui questo blog aveva proprio bisogno. Ora devo valutare se renderlo anche stroboscopico (ovviamente trovando quella giusta frequenza tale da poter causare spasmi incontrollabili al maggior numero possibile di lettori [è che vi voglio bene, e voglio tirare fuori l'epilessia latente che c'è in ciascuno di voi]).

Comunque, tornando agli incontri ravvicinati, siamo finalmente arrivati al 6° tipo e cioè alla tipologia di incontro con UFI relativa all'ultima segnalazione che ci è pervenuta.

6° tipo: Definìscesi incontro ravvicinato del sesto tipo un incontro in cui l'entità oggetto dell'avvistamento venga colta a danzare giocondamente YMCA (uaiemsiei) con l'evidente intento² di imitare lo spazzacamino dei Village People.

Le immagini seguenti, che potrebbero ledere la sensibilità dei lettori più giovani, più anziani o più gravidi, parlano da sole.

 



¹ Nel gergo tecnico dell'ufilogia, il sintagma "bow chicka bow wow" viene usato in riferimento alla folgorante arrapanza (anche se i critici talvolta sostengano che si tratti poco di arra e molto di panza) che l'UFI dovrebbe suscitare, auspicabilmente solo alle donne.
² Nonché patetico e vano.
Elucubrato da: denmark alle ore 21:55 | link | commenti (10)
categorie: x files, indiano, cowboy, marine, muratore, poliziotto, pompiere, village people, spazzacamino, persone scomparse
«Marca il territorio! »
martedì, 18 marzo 2008

Aveva detto che andava a comprare le sigarette...

...e non è più tornato.


Logo di CHI L'HA VISTO


Abbiamo però qualche buona notizia.

Un gruppo di fanatici appassionati di oggetti volanti non identificati sostiene di aver identificato (loro malgrado) un oggetto volante dalle sembianze vagamente antropomorfe.

thumbnail Unai volante

La somiglianza con la persona scomparsa è davvero notevole.

Ci auguriamo che pervengano altre segnalazioni che possano aiutarci a ritrovarlo o quantomeno a ricostruire i suoi ultimi passi prima della scomparsa.

Chiunque avesse notizie di quest'uomo è pregato di lasciare un commento qui, che sarà opportunamente inoltrato alle autorità competenti¹, le quali faranno il possibile per portare avanti le ricerche.


¹ nell'uso del flicorno a combustione interna
Elucubrato da: denmark alle ore 23:09 | link | commenti (7)
categorie: x files, persone scomparse
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giovedì, 07 settembre 2006

Salve, sono il titolo palindromicocimordnilap olotit li onos ,evlaS

Visto il grande successo de Il mio precedente post, a grande richiesta di critica e pubblico presto seguirà "Il mio precente post, il film".
Se anche quest'ultimo avrà altrettanto successo, allora dovrò scrivere "Il mio precedente post, il film, il post", al quale seguirà, purché io trovi un regista all'altezza del compito, "Il mio precedente post, il film, il post, il film".

Datemi quindi tanto feedback¹, affinché tutto questo possa divenire realtà!


Per continuare sulla stessa onda, oggi vi mostro una foto che ho scattato in Danimarca e che ritrae pollastrelle danesi che non indossano vestiti².

Ma visto che ci piace tanto passare di palo in frasca, ora vi sorprendo demolendo uno dei miti più consolidati sul popolo vichingo.
Pensavate che il fiero lignaggio barbarico fosse composto da villosi energumeni alti due metri? Sbagliatissssssssimo! Erano piccolini e pelati. Si è infatti recentemente scoperta, nel sito archeologico di Årcøræ, la mummia di un membro della tribù vichinga dei Bærluskønj: perfettamente conservata, con ampie stempiature e (nonostante appartenesse ad un individuo adulto) con la statura di un settenano³. E a dimostrazione del fatto che non dico corbellerie, vi fornisco una fotografia che mi hanno scattato pochi istanti prima ch'io mi stampassi contro lo stipite superiore della porta di un'abitazione danese. Ero sicuro di passarci, ma devo aver calcolato male...

A proposito di tette... Come? Non stavamo parlando di tette? Ci penso io!
Tette, tette, tette, tette, tette, tette, tette, tette, tette e tette.
Bene. Ora stiamo indubbiamente parlando di tette.
Dicevo, a proposito di tette, vorrei concludere introducendo una nuova rubrica intitolata "Impara anche tu ad infilare un X attraverso una Y". I più maliziosi di voi staranno già pensando ad inaudite indecenze boccaccesche: mi dispiace però dover raffreddare i vostri bollenti spiriti, annunciando che sarà una rubrica estremamente pudibonda e all'insegna del decoro e dell'abnegazione. Il mio sarà un approccio algidamente scientifico.
La rubrica di oggi sarà...
Impara anche tu ad infilare un REGGISENO attraverso una FLEBO
Per garantire la comprensione anche ai nostri lettori analfabeti, e far in modo che il throughput pedagogico sia massimo, la lezione odierna sarà completamente grafica. Cliccate qui e seguite le istruzioni a video, muovendo il puntatore del mouse sull'immagine per avere le spiegazioni dettagliate.



¹ No, non significa che dovete nutrirmi da tergo. Gli amici lettori che mi leggono dell'altra sponda del fiume sono avvisati.
² Mi sto emozionando a pensare quanti visitatori mi becco grazie a questa frase...
³ I settenani erano 7: Mammolo, Pisolo, Brontolo, Dotto, Cucciolo, Eolo e quell'altro che non mi ricordo mai. Che nessuno si ricorda mai. (Lo so che là fuori un sacco di gente ne è convinta, ma mi dispiace comunicarvi che no, Lesbolo non era un settenano [e già che ci sono, vi rivelo pure che BABBO NATALE NON ESISTE!! Bwhahahahahaha!! Bambini, la vostra infanzia finisce qui.]).
Elucubrato da: denmark alle ore 23:35 | link | commenti (12)
categorie: foto, lyngby, pr0n
«Marca il territorio! »
lunedì, 28 agosto 2006

Esperimento antropologico

Visto lo scarso successo che sta riscuotendo ultimamente il mio blog, ho deciso di vendermi alla più efficace delle tecniche di marketing: la strategia detta dell'ormone ballerino. Consiste nell'inserire nel post zozzate di vario genere, così da attirare quella gran fetta di pubblico che sfoglia i blog tramite motori di ricerca, cercando parole dall'elevato contenuto erotico, per cercare l'ispirazione per le proprie edonistiche gesta.
Vediamo un po' se riusciamo a fregare Google...

culo tette culo tette culo tette culo tette culo tette culo tette culo tette culo tette culo tette culo tette culo tette culo tette culo tette culo tette culo tette culo tette culo tette culo tette culo tette culo tette culo tette culo tette culo tette culo tette culo tette culo tette culo tette culo tette culo tette culo tette culo [ad libitum -- anzi, ad libido]
I. - Salve, sono l'idraulico.
B. - Oh, l'idraulico. La stavo aspettando, io sono Briana. Mi scusi se mi trova tutta nuda... Stavo proprio per fare il bagno insieme alla mia amica Tiffany. Entri pure, se per lei non è un problema...
I. - Ma veramente io/
B. - Coraggio, non faccia il timido! Inoltre, la mia vasca perde soltanto quando ci sto lesbicando dentro con le mie calde amiche, non so perché... Credo che sia meglio che ci dia un'occhiatina...
I. - D'accordo, allora aspetti solo un momento che scendo nel furgone a prendere gli attrezzi e/
B. - Shhhh. Lei ha già con sé tutti gli arnesi che le servono.
(Tiffany entra, Othello esce, Iago passa sullo sfondo senza motivo apparente, Barbantio se ne sta nell'angolo a scaccolarsi, incurante degli altri.)
I. - Ma come, eppure... [con aria confusa]
(Improvvisamente l'idraulico si accorge che Briana e Tiffany, che inizialmente parevano affette da un curioso strabismo verticale, hanno lo sguardo perso verso il suo "arnese", hanno un sopracciglio inarcato a testa e quell'inconfondibile sorrisetto da «eh eh, ci penso io». Lui, finalmente, capisce e anche a lui si inarca il sopracciglio della malizia (il sinistro
¹ negli uomini, destro nelle donne))
I. - Signorine, a me sembra che il problema non sia soltanto lo scarico della vasca: vedo infatti che sgocciolano copiosamente anche le vostre/
(Mentre l'idraulico pronuncia l'ultima parola della sua battuta, attacca una musica d'ambiente, la quale consiste di un sassofono per la linea melodica, una chitarrina funky anni 70 come sezione ritmica e una pianola scrausa comprata al mercatino slavo delle pulci nel 1984
²)

Atto II

T. - Oh. Oh. Sì. Dài. [inespressivamente]
B. - Sì. Sì. Ancora. Di più. [con un tono di voce che faccia intendere che lei sta pensando a cosa fare per pranzo alla suocera domenica prossima]
I. - Vieni qua, bella giumenca! [con grandissimo pathos: lui è l'unico che ci crede davvero]
B. - Oh sì ti prego montami.
I. - *sculacc' sculacc'*
B. - Muuuuuuuu!
T. - *slurp slurp sbavazz spornazz
³*
(Improvvisamente Barbantio, che se ne era rimasto silenziosamente indaffarato nello sfondo, alza il mignolo verso il cielo con grande soddisfazione, mostrando con grande compiacimento un caccolone di quelli grossi con liana penzolosa lunga diversi centrimetri. Caccolone che è finalmente riuscito a sfilarsi, dopo innumerevoli peripezie, dalla sua sinistra narice (che, nel suo caso, è proprio quella sinistra))
I. - Ci penso io a tappare la tua tuberia che sgocciola...
T. - Ah. Sì. Così.
(Idraulico grugnisce)
T. - Idraulico, tu si che sai come riempirmi di gioia...
I. - Te la do io la gioia!
B. - A me a me! Adesso tocca a me!
I. - Sì... Gngngn...
B. - Mmm...
(Eccetera)

Bene, adesso che ho la vostra attenzione (e che ho scoperto di avere un grande talento come sceneggiatore di film porno), posso cominciare con il post vero e proprio.
Innanzitutto un caloroso saluto a tutti quelli che sono giunti qui grazie al mio diabolico artificio. Siete i benvenuti. E se non lo siete, siatelo.

La stranezza danese che oggi voglio raccontarvi riguarda la totale assenza di scuri, persiane o tapparelle nelle finestre delle case in Danimarca.
"Sticåzzi"4, esclamerebbe il lettore disattento. Ma siccome so che siete tutti attentissimi, so anche che state già visualizzando nelle vostre menti quanto possa essere drummatico il doversi sentire, costantemente, come un pesce in un aquario5. In Danimarca, l'unica barriera che separa il dentro dal fuori, il 25GradiDaStareInCanottiera dentro dal 15SottoZeroAyCaramba fuori, il miFaccioUnoStrombazzoneConUnaBellaFreschetta dentro dal tuttiIGuardoniSiGodonoLoSpettacolo fuori, altro non è che un trasparentissimo vetro! Se ti becchi una tendina striminzita e semitranslucida sei proprio fortunato!
Credimi, o esimio lettore, non è così comodo doversi sempre nascondere dentro al corallo per cambiarsi.
Sai, ti gratta le pinne.

Itticamente vostro,
denmark.




¹ È doveroso ricordare che, in certi individui, il sopracciglio più sinistro (grifagno, infausto, patibolare, torvo, truce, tetro, arcigno, bieco) si trovi, per ironia della sorte, a destra. Ma sinistro rimane.
² È risaputo che i registi delle pellicole spornazzose non investano più di tanto nella colonna sonora.
³ *spornazz* è la tipica rappresentazione onomatopeica che si può usare per i rumori più imbarazzanti e miscellanei prodotti da due o più esseri umani che fanno zozzate.
4 Parola di origini scandinave, da anni in uso anche in Italia, che si significa "ohibò, chi se ne frega"
5 La sindrome del pesce nell'acquario è una patologia riconosciuta dall Organizzazione Mondiale della Sanità, dall'Unione Nazionale Albergatori Italiani e dal circolo culturale Gli amici di Cicciolina.
Elucubrato da: denmark alle ore 16:15 | link | commenti (17)
categorie: cultura, pr0n
«Marca il territorio! »
martedì, 15 agosto 2006

Rotolando verso sud


Mezzo del cammin di nostra vita, nel¹
mi ritrovai per una selva oscura
e pensai "cazzo di budda questo sentiero nel bosco
non sembra l'autostrada E45... Forse
ho sbagliato strada.
"


Ebbene sono tornato per un po' in Italia. L'ho trovata, più o meno, come l'avevo lasciata: bella, accogliente, stivaliforme e acquolinastimolante. Le primissime tappe sono state, nell'ordine, bar (per caffè espresso), pizzeria (ghlghlghl... piiiiiiizza... *sbavazz*), passeggiata in montagna (ricordiamo che il punto più alto di tutta la Danimarca raggiunge appena i 170 metri sul livello del mare [Maranello, ai piedi delle colline modenesi, dove io abito in Italia, si posiziona fra i 131m slm e 481m slm]) e, finalmente, una pisciata. Ciclopica. Pareva trascendere i limiti umani.
Una bella marcata di territorio per far capire a tutti che sono tornato, insomma.

Questo mi fa venire in mente un aneddoto su quanto i tedeschi (contrariamente a quanto intuitivamente uno possa pensare) non sappiano parlare inglese. Non parlo di una coincidenza, la mia è un'analisi pseudoseria: su 8 germanioli con cui ho avuto il piacere di comunicare (durante l'andata [21 Gennaio] e il ritorno [28 Luglio], per varie soste in autostrada per il rifornimento di benzina, di cibo, traghettamento, ecc.) ben 7 non masticavano una parola di inglese, mentre 1 lo capiva ma, simpaticamente, ti rispondeva in tedesco.

L'ambientazione era la seguente.

Io. Stazione di servizio in un'autostrada passante per le campagne di Norimberga. I Maestri Cantori della suddetta le cui voci echeggianti nel vento mi sussurravano incalzantemente di conquistare la Polonia².
E a me scappava da mingere.
Tanto³.

Entro, camminando in modo scoordinato, spostando nervosamente il peso da una gamba all'altra e tenendo simbolicamente una mano sull'inguine, come se potesse in qualche modo trattenere il mio impellente bisogno di fare pipì.
Mi guardo intorno irrequieto, teso ed impaziente. Di primo acchito non trovo alcun cartello con su disegnati un omino e una donnina, quindi mi dirigo verso il più vicino dipendente dell'autogrill e, con un debole filo di voce strozzata, gli chiedo:

"The toilet, please?"

Mi risponde:

"Die Philosophie (altgriech. φιλοσοφία, philosophia, wörtlich «Liebe zur Weisheit») hat im Gegensatz zu den einzelnen Wissenschaften keinen begrenzten Gegenstandsbereich. Allgemein könnte man sie als den Versuch der kritisch-rationalen Selbstüberprüfung des Denkens bezeichnen, als eine methodische Reflexion, die sich inhaltlich tendenziell auf eine Gesamtdeutung der Welt und der menschlichen Existenz richtet. Jeder Versuch, den Begriff «Philosophie» zu definieren oder den Bereich der Philosophie näher einzugrenzen, ist bereits Gegenstand der Philosophie selbst..."

L'ho fatta dietro un albero.

Quanto ho finito, il tipo stava ancora parlando.



¹ Sono tempi di vacca magra, l'iniziale miniata per la N non l'ho trovata, c'erano solo la M, la Ç, la Æ, la Ñ e un'altra con un diavoletto con le palle al vento ma non si capiva che lettera fosse.
² Ecco, la migliore battuta che mi sia mai uscita, ed è così astrusa che temo nessuno sia così nerd da capirla... Beh, se a qualcuno interessa, su richiesta gliela spiego.
³ Tanto che, una volta espletata la mia orinaria funzione, il livello del mare si è alzato di 2 centimetri.
    Non me ne vogliano a Venezia. Quando scappa, scappa.
    Ostreghéta.

Elucubrato da: denmark alle ore 17:42 | link | commenti (4)
categorie: viaggio, germania, autostrada, lingua
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mercoledì, 09 agosto 2006

Il bestemmione in dialetto

È lì che si vede davvero che non sei un danese.
Puoi aver imparato tutto il danese che vuoi, esserti integrato a fondo nella società, essere diventato biondino e con gli occhi azzurri, ma quando ti scappa la madonna in dialetto c'è poco da fare. Il tuo camuffamento è fallito: sei proprio un emiliano¹.

Ma perchè in dialetto?
Perchè quando la ragione non fa in tempo ad intervenire, quando la tua corteccia cerebrale non è sufficientemente veloce a formulare una risposta razionale, quando è la tua amigdala a governare le tue reazioni, gestendo i tuoi riflessi nel modo più primordiale ed impulsivo possibile, allora d'istinto ti esce la cosa più spontanea, profonda e interna... il tuo cervello ha pochi millisecondi per manifestare in parole un tuo stato d'animo, una sensazione causata da un improvviso, inaspettato e sgradito evento (il vaso di cristallo che ti scivola dalle mani, l'automobilista cretino che ti taglia la strada, la botta con il mignolino del piede contro lo stipite della porta²)...
Non vale la pena investire tempo ed energie nella scelta nella lingua opportuna, quella del luogo in cui sei o che comunque quella che chi ti circonda possa capire, hai pochi millisecondi a disposizione prima che smetta di valere la pena esteriorizzare il tuo malessere interiore con cotale espressione verbale³... Tanto mica lo fai per gli altri, non c'è alcun messaggio da comunicare ai presenti... È un qualcosa tutto per te, un momento che ti dedichi senza pensare al resto del mondo... In quel momento stacchi la spina e sei da solo con le tue emozioni... Senti l'eco della voce di tuo nonno che smadonna in dialetto perchè non gli parte la sgadóra4... La voce di tua nonna che impreca in dialetto (minacciando una tirata di collo) perchè la gallina Rosetta è tre giorni che non fa l'uovo...
Questa brevissima manciata di millisecondi si espande e sembra durare un'eternità, eppure la tua mente è in bianco e non puoi pensare a niente: è come se tutto, compresi i tuoi pensieri, andasse a rallentatore ed il tempo si stesse congelando. I tuoi sensi smettono di darti input dal mondo esterno, sei circondato da un buio impenetrabile e da un silenzio surreale... Senti solo queste parole che ti girano intorno alla testa, ti sembra quasi di vederne i volti, mentre queste voci ti ruotano attorno ipnoticamente.
Ed ecco che improvvisamente le parole ti escono da sole, quasi non ti accorgi di averle pronunciate, il tempo di un battito d'ali di farfalla, il tempo del cadere di un petalo di rosa sul profumato muschio del sottobosco, e lui è già lì, sì è già fatto strada fra le tue labbra e sta volando libero nell'aere... il pittoresco bestemmione etnico5.





¹ O un veneto. Anche in Veneto, forse ancor più che in Emilia, il sintagma blasfemo ha un rilevante valore linguistico, da usarsi per distanziare le parole di posto dispari, le quali, una volta alternate con un bel bestemmione, acquisiscono maggiore importanza o evidenza, e la frase risulta più scorrevole in quanto le parole hanno più spazio e respiro.
² Cosa che, sfido chiunque a dire il contrario, è fonte di un dolore così brutale che risulta difficile commensurarlo -- da cui la necessità del bestemmione (manifestazione della tua impotente frustrazione e autoconfortante modo per esorcizzare il dolore ed autoindursi a secernere adrenalina).
³ È una questione di tempo. Quando è spontanea e non premeditata, uscita istintivamente, nel momento opportuno, allora è accettabile (oserei dire gradita), ma se aspetti mezzo secondo di troppo allora la bestemmia diventa volgare e di cattivo gusto. Insomma, non dimentichiamo il bon ton, eh!.
4 Motofalciatrice.
5 Etnico per i danesi, nostrano per me.
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lunedì, 24 luglio 2006

Quando le formiche fanno la cacca

...non se ne accorge nessuno.


Tranne le api più golose.

Qui in Danimarca c'è una sofisticata leccornia che davvero merita di essere gustata:
vomito ottenuto dalla rigurgitazione di escrementi di insetto parzialmente digeriti.
L'ho provato.
È delizioso. Giuro!
È un particolare miele che certe api producono cibandosi dei nutrienti escrementi di insetto che si trovano su nonsoquali alberi. Nettare? Bah, troppo rozzo e modesto per le api, meglio una più raffinata scagazzata di formica.
Ne ho comprato un vasetto e lo mangio come si usa in alcune parti dell'Emilia: spalmato su una fetta di pane¹ con aggiunto formaggio grana e qualche goccia di aceto balsamico.
A proposito di pane: sono rimasto traumatizzato vedendo come alcune signore danesi con cui ho pranzato tagliassero il pane (trattavasi stranamente dello stesso pane bianco comunemente consumato in Italia) con le posate! Sì, forchetta e coltello usati per fare a piccoli pezzettini la pagnotta... Io invece il mio panino l'ho mangiato con le mani da bravo sudeuropeo, sennò che gusto c'è! Insomma!


¹ Pane di farina di grano. È considerato qualcosa di esotico per la tipica cucina danese, ma per fortuna ultimamente sembra essere di moda. Il tipico pane mangiato dai danesi è invece un pane nero chiamato smørrebrød: è fatto con farina di segale, un cereale non più di tanto consumato in Italia. Tipicamente si usa come base su cui si mettono aringhe e qualche rondella di cipolla cruda.

Oggi, passeggiando allegramente per le affollate vie di uno spensierato paesino danese, mi sono improvvisamente reso conto di quanto non solo io non capisco una sola parola di danese, ma anche i danesi non capiscono una parola di italiano. Ovvio. Ma, non so come, oggi me ne sono davvero accorto.
L'italiano è una bella lingua, suona bene e non ha né consonanti gutturali né virtuavocali sibilline definite cripticamente nell'iperspazio impenetrabile dell'impalpabilmente trascendentale pseudocosmo dell'equivocabilità². Inoltre è piuttosto melodico: gli stranieri dicono di noi che quando parliamo "cantiamo". Se poi ci si aggiunge il mio forte accento modenese, allora alle orecchie di uno scandinavo le mie parole debbono suonare veramente melodiche e romantiche. Fermo restando che l'espressione sia sorridente ed il tono amichevole, posso mandare a quel paese una vecchietta con il più scurrile turpiloquio che questa mi sorriderà annuendo e tentando di spiegarmi che non capisce il mio idioma, ma con un'espressione lusingata e compiaciuta derivante dalla convinzione che le mie buffe parole siano una poesia d'amore.
Per strada posso canticchiare oscenità, o cambiare opportunamente³ il testo di una canzone al volo quando passa una bella biondina danese, e tutto rimane inavvertito.
Rimango il giocondo italiano che canta e sorride.

È troppo divertente.


² Lo so, suona un po' come il nome di un corso di laurea nel settore umanistico... Non me ne vogliano i miei amici umanisti, è solo una coincidenza! :)
³ Opportunamente = con le opportune oscenità.

Foto, oggi ne ho tre molto belle.

thumbnail        Christiansborg
Questa è una veduta di un canale nei pressi di Christiansborg a Copenaghen. È una zona molto più bella da vedere di quanto si possa mostrare in foto... Imperdibile (insieme al canale di Nyhavn) per chi visita Copenaghen!

thumbnail        Royal library
Un'altro canale di Copenaghen, che separa Cristianshavn (sulla sinistra) da Cristiansborg (sulla destra). L'edificio nero e che si vede in alto a dx è la royal library e viene chiamato the black diamond.

thumbnail        Surreale
Quest'ultima foto coglie una veduta dell più tipico paesaggio naturale di questa zona: bosco e palude. È bellissimo passeggiare in questa natura così selvaggia, fra ninfee e felci, cervi e scoiattoli rossi, ma sconsiglio la stagione estiva per via delle scandinave zanzare cannibali.
50 punti al primo che vede cosa c'è di strano in questa foto, se vogliamo un po' "Escher-iana" (M.C. Escher è il mio pittore preferito).
Elucubrato da: denmark alle ore 21:23 | link | commenti (7)
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sabato, 08 luglio 2006

Ho dovuto farlo...

...ho proprio dovuto farlo.
O lui o io.
Ho dovuto fermarlo prima che mi facesse del male. Era così paranoico, temeva sempre di essere mangiato in pinzimonio, nonostante io cercassi costantemente di rassicurarlo.

Alla fine è successo.

Ho dovuto farlo. Mentre dormiva.

Addio Wilson.

Se n'è andato con un'espressione di serena beatitudine.

Possano la tua bontà ed i tuoi nutrienti deliziosamente ristorare colui¹ che ti accoglierà nel suo grembo.

Possa il tuo viaggio verso il Valhalla Degli Ortaggi² essere lieto e sereno.



¹ Me  >:-9
² Luogo ultraterreno, in cui le verdure possono correre libere in prati di un verde paradisiaco e trascorrere l'eternità insieme al dio PinzimOdin.
Elucubrato da: denmark alle ore 12:43 | link | commenti (5)
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venerdì, 30 giugno 2006

False friends

Ogni idioma ha i suoi trabocchetti. Guardate per esempio questo confronto fra italiano, spagnolo e inglese:

Italiano Spagnolo Inglese
lungolargolong
largoanchowide
grandegrandelarge

Oppure questo:

Italiano Spagnolo Inglese
peperonepimiento(sweet) pepper
pepepimientapepper
peperoncinopimentón picante
oppure
guindilla
chili
paprikapimentón (dulce)paprika
salamesalchichónpepperoni
salame milanesesalamisalami
salsicciasalchichasausage

Un bel casino, specialmente quando all'università ti parlano in inglese, gli amici ti parlano in spagnolo, al supermercato ti parlano in danese, scrivi un blog in italiano e i Modena City Ramblers nel tuo lettore MP3 ti cantano in dialetto¹... Gulp!

Anche in danese ho trovato un grande false-friend. Si tratta di una bevanda che i danesi chiamano kaffe che altro non è che un infuso filtrato ottenuto dalla stessa pianta dalla quale in italia ricaviamo il caffè che quotidianamente gustiamo. Ciò che proprio non mi spiego è perchè i danesi abbiano chiamato tale bevanda kaffe e non banana split o involtino plimavèlah...

Italiano Danese
caffèitaliensk "espresso" kaffe
33cl di sbrodaglia marrone insaporekaffe


¹ Dialetto modenese.


Sempre a proposito di caffè, cosa molto tipica fra gli studenti qui, è portarsi sempre appresso un thermos di caffè², cosa, devo dire, non sempre utile, dal momento che in molti dipartimenti il caffè² (così come tè, tisane, latte, biscotti, ecc.) è gratis.
E a proposito di thermos, ecco un aneddoto. Nella casa dove risiedevo prima (negli ultimi cinque mesi, ho dormito in 6 "letti"³ diversi!) la padrona di casa, che era fuori come un balcone, proibiva di tenere in giro per casa tali thermos, in quanto eccessivamente fallici. Era di vitale importanza non lasciare mai un thermos sul davanzale o accanto alla finestra, altrimenti "chissà i vicini cosa pensano"... Oooohhh... Cosa penseranno mai i vicini? Che una vecchia signora abbia la casa piena di giocattolini erotici e che si metta nel culetto un thermos spesso come il collo di un bambino? Ma per piacere...
A me non sembrano poi così fallici 'sti contenitori... Giudicate voi.


² Nel senso di kaffe. Concedetemi questa licenza poetica.
³ Ho dormito due mesi su un divano. Cioè, non è che abbia dormito per due mesi senza mai svegliarmi: ho, per due mesi, dormito ogni notte su un divano. Ok?


Qualche foto...

Unai, a lume di candela. L'uso delle candele è una delle cose più danesi che io abbia visto qui in Danimarca. Non spaventatevi, se mai vi capiterà di essere ospiti in una casa danese, se quando vi alzate per una minzione4 notturna vi ritrovate in una salotto cosparso di candele che illuminano il buio con un'atmosfera da film dell'orrore: non è in corso nessun sacrificio umano e non state assistendo ad alcuna oscura liturgia di una setta segreta. Pisciate tranquilli. Mi è capitato più di una volta di vedere, tornando tardi dopo una notte di sollazzante diporto, giardini illuminati da grosse candele da esterni. Anche a tavola si suole mangiare con un paio di candele accese sul tavolo; nei pub e ristoranti ogni tavolo ha una candelina costantemente accesa, e come decorazione/illuminazione tutto il locale è cosparso di candeline qua e là. Dev'essere perché qui sono tradizionalmente più abituati a dover sfruttare come tempo utile le ore dopo il tramonto, e quindi durante i secoli si sono abituati ad essere circondati da candele, potenti strumenti capaci di ritardare la fine della giornata dalle tre (ora del tramonto in inverno) alle sei (ora di cena).

Gemello malvagio di Unai (uguale ad Unai per tutto tranne che per il pizzetto mancante), contemplando il paesaggio notturno di Copenhagen dall'alto di una ruota panoramica di Tivoli, il parco attrazioni nel centro della capitale.

Tipico esemplare della fauna locale5: ce ne sono a bizzeffe nei campi, per non parlare dei cervi, che sono un paio di migliaia in questa zona.


4 Pisciatina.
5 Lo so, come tipico esemplare della fauna locale speravi di trovare una bella biondina danese poco vestita. Mi dispiace deluderti, ma sarebbe stato troppo prevedibile :P



Infine, un veloce intervento sul meteo.

È arrivato il caldo! Siamo entrati finalmente nella stagione cosiddetta delle palle bagnate ("sommer", in danese), così chiamata perchè viene subito dopo la stagione in cui fa così freddo che ti si formano due stalattiti di ghiaccio sotto i testicoli ("forår", in danese). Oggi pomeriggio abbiamo raggiunto 24 gradi piacevolissimamente centigradi, nonostante stamattina ce ne fossero soltanto 11. I miei colleghi meteorologi alla TV dicono che per il fine settimana un sole tiepido e splendente consentirà a tutti gli italiani presenti in territorio danese di uscire timidamente allo scoperto per fare una bella gita, magari per visitare l'isola di Møn e le sue bianche scogliere di gesso.
Elucubrato da: denmark alle ore 20:01 | link | commenti (4)
categorie: cultura, foto, cibo, pr0n, dtu
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giovedì, 29 giugno 2006

L'invasione dei finocchi cannibali

Continuano ad arrivarmi finocchi in dono. Beh, il finocchio in pinzimonio mi piace, ma ormai, a forza di essere sommerso da finocchi, sta diventando qualcosa di traumatico.

Sono intorno a me... Mi osservano... Aspettano che io abbassi la guardia, mi addormenti e...

FIN!

FINN!!

FINNN!!

Aaaaaaaaaaaaaaaaaaarrrrrggggghhhhhhhhhhhhh!!



Scherzi a parte, Wilson, il finocchio parlante, è un mio caro amico, e facciamo spesso lunghe chiacchierate. E' un gran simpaticone, è stata sua l'idea di farsi fotografare con quell'espressione famelica. Ah ah. Che giocondo burlone quel Wilson.
Elucubrato da: denmark alle ore 11:42 | link | commenti (7)
categorie: foto, cibo
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lunedì, 08 maggio 2006

Sono vivo...

...ma impegnatissimo :(

Scusate se nelle ultime settimane non vi racconto nulla, ma sono veramente sommerso di lavoro con l'università. Prometto che appena avrò un po' di tempo vi travolgerò con storie e aneddoti! E comunque ogni giorno sto prendendo molti appunti su un taccuino che porto sempre con me, per non dimenticarmi tutte le cose che vi voglio raccontare. Continuerò a scrivere sul blog anche una volta tornato in Italia: infatti le c